Caso Nazionali. Le parole di Monguidi sono intollerabili
Una decisione che se sarà confermata penalizzerà ampiamente il Palermo
E' arrivato il momento che il calcio professionistico si dia delle regole ferree e soprattutto uguali per ogni categoria di appartenenza.
In serie A esistono le soste per le gare delle Nazionali, ciò per consentire ai giocatori convocati di poter presenziare.
In B questo non è contemplato. I motivi principali sono facilmente intuibili: le squadre sono tante, il campionato è lungo e in più, come se non bastasse, sono stati introdotti da qualche anno i play-off e i play-out.
Dunque poche soste, quasi nulla e non certo per le Nazionali.
Un altro motivo, da quanto dichiarato a PalermoToday dal responsabile della comunicazione della Lega di B, Alberto Monguidi, è quello di spingere i club di B a puntare su giocatori italiani. E per chi scende dalla A ed ha la squadra colma di stranieri e nazionali che fa? Smobilita? Rivoluziona? Parole che vanno in contrasto, tra l'altro, con la Sentenza Bosman, che dal '95 impedisce alle leghe professionistiche di porre un tetto al numero di stranieri in una squadra. Sembrerebbe dunque, da quanto dichiarato, che questo sia anche un modo per agire "all'italiana", ovvero fatta la legge troviamo l'inganno.
Con molta probabilità, dunque, la richiesta del Palermo di rinviare alcune partite, per consentire ai suoi nazionali di rispondere presente alle convocazioni dei rispettivi ct, non verrà accolta. Lo fanno pensare i precedenti riguardo alla questione (altre squadre in passato hanno ricevuto un no secco) e le dichiarazioni dello stesso Monguidi, che ha aggiunto:
«Negli ultimi sei anni mai rinviato gare per impegni delle Nazionali. Non può che non esserci alcun riscontro in merito alla richiesta del presidente Zamparini, perché a decidere è l’assemblea dei presidenti. Tutte le volte che negli anni passati si è parlato di una situazione del genere, l’assemblea ha sempre deciso all’unanimità di non rinviare alcun match e attenersi al calendario senza alcuna modifica».
Inaccettabile. Ci chiediamo: come fa una squadra ad affrontare 4 gare senza 6-7 titolari?
In pratica si sta decidendo di far partire ad handicap il Palermo, con una penalizzazione non indifferente, che sulla carta potrebbe costare anche 12 punti.
«Tutte le gare devono essere giocate contemporaneamente, ha detto Monguidi. - perché giocare in simultanea non può che aumentare la visibilità del campionato». Un pugno fermo che fa arrabbiare non poco, visto che in A, sempre in Italia, c'è la massima tolleranza possibile e il campionato, da anni, è un vero e proprio spezzatino. Perché in A si usa un metodo e in B uno diametralmente opposto? A pagarne le spese sono i club che passano dal paradiso all'inferno, trovandosi ad affrontare regole e situazioni per niente compatibili. Due leghe che non sembrano appartenere allo stesso Paese.
E a questo punto è palese che si preferisca falsare il campionato (e non solo quello del Palermo, visto che 4 squadre si avvantaggeranno di sfide nettamente meno difficili), piuttosto che guardare al principio primo dello sport, che non tollera vantaggi o svantaggi per colui/coloro che partecipano ad un evento agonistico.
Ci auguriamo che qualcuno si ravveda e che si possa trovare una soluzione, perché in caso contrario è lapalissiano che il campionato di B 2017/2018 perderà di credibilità e forse una concorrente per la vittoria finale, in quanto il Palermo sarà nettamente svantaggiato.
Michele Sardo
Redazione