"Capitano, mio Capitano..." un uomo vero in sala stampa

Emozione al Tenente Onorato per le parole di Eugenio Corini

Poco è mancato che ieri durante la conferenza stampa di Eugenio Corini, alcuni di noi giornalisti presenti al suo vibrante sfogo, ci mettessimo in piedi sulle sedie ad applaudire questo grande uomo, il nostro indimenticato Capitano. Togliendoci di dosso il ruolo di cronista per vestire, come fatto da lui, le vesti di tifosi che amano profondamente questa squadra e questa città. Il grido di dolore lanciato da Corini ha toccato i nostri cuori e scosso le coscienze calcistiche di tutti i palermitani. Il difficile compito di raccontare il declino amaro di questa Società e il codice deontologico che ci impone dei limiti, non puó impedirci comunque di restare fedeli alla verità. Esattamente come ha fatto Corini, l'unico fino ad ora, che senza giri di parole ha detto che nessuno potrà salvare questa squadra se non cambierà l'atteggiamento autolesionistico del suo Presidente. Stiamo ancora aspettando che Guidolin ci dica perchè a Palermo non si vincerà mai nulla, aveva promesso di dirlo l'ultima volta che fu esonerato, che Delio Rossi ci racconti molto di piu' sui motivi che portarono al suo esonero o che Ballardini si difenda dalle accuse infamanti che il Presidente gli ha rivolto. Corini  ha aperto uno squarcio, raccontandoci verità già note con una gestualità e una passione che ci ha emozionati, commossi ed indignati. Un Presidente che da anni continua a picconare pesantemente la passione dei suoi tifosi, in preda ai suoi umori ed in balia di consiglieri che pensano esclusivamente ai loro affari non è piu' sostenibile. I tifosi sono esasperati oltre ogni limite, si aggregano e fondano comitati per fare sentire forte la loro voce, pur nella consapevolezza che il Palermo è una azienda privata e che ben poco si puó fare per costringere chi la possiede a gestirla con il senno del buon padre di famiglia. Ma la dignità non è in vendita. L'ha dimostrato Corini, poteva andare via a testa alta, ne avrebbe avuto tutti i motivi. È rimasto a combattere con i suoi ragazzi, contro il suo stesso Presidente, che sicuramente sta meditando a come cacciarlo via.. Tutto puó accadere, lo sappiamo bene. Ma giù il cappello davanti a questo grande uomo.

Cettina Pellitteri