ESCLUSIVA

«A 15 minuti dal Palermo»
Bombardini si racconta

«A 15 minuti dal Palermo». Bombardini si racconta



 

Per analizzare l'attualità e il passato in casa Palermo abbiamo raggiunto telefonicamente l'ex rosanero Davide Bombardini: l'ex calciatore - fra retroscena e ricordi - si racconta. Ringraziandolo per la sua disponibilità e collaborazione riportiamo quanto emerso.

 

Iniziamo da Maurizio Zamparini.

«Per tanti anni ha fatto divertire il pubblico rosanero portando grandi calciatori e raggiungendo ottimi obiettivi. Negli ultimi anni, purtroppo, è stato fortemente criticato. Non mi sento di condannarlo perché comunque

ha riportato il Palermo nel calcio che conta».

 

Quindi?

«Mantenere una squadra a certi livelli è molto costoso. Gli anni di Zamparini possono leggersi secondo una doppia lettura: il periodo delle vittorie e l’ultimo in cui ci sono state vicende poco chiare. Basti pensare alle

situazioni in cui sembrava stesse cedendo la società e poi è svanito tutto. Certe dinamiche diventano difficili da comprendere per i tifosi e si rischia di rovinare tutto quello che di positivo è stato realizzato».

 

Passando al calcio giocato.

«Il Palermo ha tutte le carte in regola per vincere il campionato. Tra l’altro - con la finestra di mercato a gennaio - la società potrà rinforzare ancora di più la rosa a disposizione di Stellone».

 

Sul Renzo Barbera vuoto.

«Il tifoso palermitano ha un grande cuore. Abituarsi a certi risultati e poi retrocedere è dura. Quando giocavo a Palermo disputavamo il campionato di serie C e lo stadio era sempre pieno. Poi c’è stata l’incredibile gioia

della serie A: è facile perdere i tifosi se non si alimenta questo entusiasmo. I rosanero devono tornare nella massima serie».

 

Infine un pensiero sui tuoi anni a Palermo. Com’è stato l’addio?

«In quel momento era impossibile rifiutare. Il presidente Sensi andò via e ha voluto portarmi con sé alla Roma. Giocare con Batistuta, Totti è il sogno di qualsiasi ragazzo che gioca a pallone.

A posteriori c’è un po’ di rammarico per non aver fatto parte del Palermo di Zamparini».

 

Il retroscena.

«Però la cosa più importante è che nel gennaio di quell’anno era tutto pronto per il mio ritorno a Palermo. Avevo espresso la mia volontà di tornare in Sicilia ed era tutto preparato per questo: invece - a quindici

minuti dalla chiusura del mercato invernale - con il contratto già stipulato e tutti i dettagli rifiniti è stato stravolto tutto. Desideravo la cessione definitiva e questo era l’accordo: ma - alla fine - hanno cambiato tutto e mi 

hanno proposto un prestito, così ho rifiutato anche se avevo voglia di ritornare.

Ma io porto Palermo nel cuore e sono rimasto molto affezionato alla piazza».

 

IMMAGINE  SIAMO SU INSTAGRAM!


 

ALTRI ARTICOLI

 

• IL SILENZIO CHE FA RUMORE

 

• DI MICHELE: «ZAMPARINI GRANDE INTENDITORE DI CALCIO»

 

CESSIONE PALERMO: RIFLESSIONI, PERPLESSITA' E ALTRE SCIOCCHEZZE

 

• GDS - PALERMO, GOODBYE JAMES: SHEEHAN FUORI DAL GRUPPO INGLESE

 

• PALERMO, C'ERA UNA VOLTA L'EFFETTO "BARBERA"

 

• QUEL POCO CHE SAPPIAMO DI JAKE LEE, COLLABORATORE DI RICHARDSON

 

• COSA HANNO COMUNICATO SPORT CAPITAL E FINANCIAL INNOVATIONS

 

• PALERMO, CHI È DEAN HOLDSWORTH, IL NUOVO CONSULENTE DI RICHARDSON

 

• TUTTAPPOSTO VAI TRANQUILLO

 





1 commento

  1. Abbotated faces from Ball Close 21/12/2018

    Bombardini, che ricordi. Ciao grande!

Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *