LE PAGELLE

Lancini-Marconi, errore fatale.
Bene Valente e Kanoute

Lancini-Marconi, errore fatale. Bene Valente e Kanoute



Pelagotti 6

Una bella parata sulla punizione di Aloi, la palla raccolta dalla rete in occasione del gol di D’Angelo sul quale non ha potuto fare niente e nulla più.

 

Marong 6

Riconfermato dopo la prestazione opaca del “Barbera” il giovane difensore rosanero non è partecipe del pastrocchio in occasione del gol di D’Angelo. Nel complesso difende con ordine senza patire le stesse difficoltà incontrate nella gara d’andata.

 

dal 58’ Saraniti 5,5

Entra per dare peso in avanti quando c’è da tentare il tutto per tutto ma finisce risucchiato dai difensori dell’Avellino, non riuscendo di fatto a produrre nulla sul piano offensivo.

 

Lancini 5,5

La prendo io, la prendi tu, non la prende nessuno e Maniero se ne va servendo D’Angelo da solo in area. L’errore, per quanto sia l’unico della gara, è vistoso e sfortunatamente condanna i rosanero all’eliminazione.

 

dal 89’ Doda S.V.

 

Marconi 5,5

Stesso identico discorso fatto per Lancini, l’errore in occasione del gol seppur l’unico della gara risulta determinante in negativo. Se durante tutto il match l’ex Monza non ha lesinato di intervenire anche in maniera decisa non l’ha fatto forse nell’unica vero momento in cui non bisognava far passare Maniero in nessun modo.

 

Accardi 6

Partecipa anche lui, seppur non in maniera determinante, nella défaillance della difesa rosa con una sbavatura in occasione della diagonale su D’Angelo che permette al giocatore irpino di poter trafiggere Pelagotti. Nonostante non sia stato impeccabile in occasione del gol merita comunque la sufficienza per essere stato uno dei pochi in atteggiamento da battaglia dall’inizio alla fine del match, dimostrandosi uno dei leader della squadra rosanero.

 

Luperini 5,5

E’ uno dei più sacrificati dall’atteggiamento poco propositivo della squadra e non riesce a dare un’impronta significativa alla sua gara, discreta sul piano della quantità ma scarna sul piano qualitativo.

 

De Rose 6,5

Il vero trascinatore del Palermo di Filippi. Anche al “Partenio” fa la sua ottima partita in fase di interdizione, provando anche a far partire l’azione e a verticalizzare ma ogni tanto sembra un po’ un predicatore nel deserto di una squadra un po’ troppo intimorita.

 

Valente 6,5

A conferma della ritrovata verve da terminale offensivo vista nelle ultime settimane le maggiori occasioni arrivano dall’esterno ex Carrarese. Nel primo tempo così come all’andata fatica a trovare spazio, nella ripresa con il baricentro più alto riesce ad entrare di più in partita con un paio di ghiotte occasioni che avrebbero potuto far raccontare una storia diversa. Se il Palermo ha potuto sognare gran parte del merito è suo.

 

Santana 5,5

L’Avellino non lo fa letteralmente giocare e senza i suoi colpi fa molta fatica. Di fatto la gabbia preparata da Braglia non permette all’argentino di entrare in partita e se la fatica dei tanti impegni ravvicinati sopraggiunge si fa ancora più difficile. La speranza è di vederlo riprovarci il prossimo anno.

 

dal 58’ Silipo 6

Non spacca la partita ma non demerita. Bello il passaggio in profondità per Valente, la posizione più accentrata come agli esordi della sua esperienza con la Primavera della Roma lo pone più in evidenza nei tentativi di ripartenza.

 

Floriano 5,5

Non una partita esaltante per il numero sette rosanero che non riesce di fatto ad entrare nel match. Si vede molto poco, tocca pochi palloni e non fa tanto movimento, un po’ meglio nella ripresa con i rosa a trazione offensiva ma nulla di tanto incisivo da farlo arrivare alla sufficienza.

 

Kanoute 6,5

Torna a fare il falso nove come a Castellammare e si conferma il ruolo dove probabilmente ha reso al meglio durante la stagione del Palermo. Nel primo tempo è l’unico a rendersi pericoloso con il dai e vai con centrocampo ed esterni per trovare subito la profondità, va anche vicino al gol con un tiro sparato addosso a Forte e una conclusione da fuori area che scheggia la parte superiore della traversa. Poi passa esterno e sparisce dal campo complice anche la stanchezza.

 

dal 80’ Almici S.V.

 

 

Filippi 5,5

A questo giro l’impresa non è riuscita. A mancare davvero al Palermo visto al “Partenio” è stato il carattere, l’atteggiamento battagliero avuto invece dall’Avellino che sin dall’inizio del match ha avuto il sangue agli occhi finendo per avere la meglio. Tatticamente la partita non stata preparata male ma gli errori in occasione del gol e l’assenza di grinta hanno condannato i rosa a dover tornare sulla terra, così come i cambi non sono riusciti a dare un’impronta significativa al match. Giacomo Filippi ha avuto comunaue il merito di recuperare una squadra morta dentro portandola a dare, seppur per poco, nuova linfa anche ai tifosi che hanno creduto davvero in un’impresa difficile ma non impossibile.





1 commento

  1. Prevedibile 61 giorni fa

    Cosa puoi aggiungere Era tutto prevedibile Marconi e Lancini le solite sbavature difensive E questa volta è costato caro non capisco per quale ragione devono continuare a giocare questi due signori qua apro una parentesi l'autore del gol D'Angelo poteva risparmiarsi la sinfonia hai fatto goal Bravo hai risultato meglio per te perciò le chiacchiere non servono

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