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SEGNALI RASSICURANTI

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Scampata per un soffio la tempesta perfetta della Serie C, a Palermo si è tornati, sempre nei limiti del possibile, a pensare al calcio in senso tecnico: le prime due settimane “operative” del nuovo corso di Arkus Network sono state scandite da un’altalena caratterizzata da novità importanti, diverse suggestioni al momento ancora tali e qualche preoccupazione che emerge a intervalli irregolari tra le righe di notizie che si rincorrono senza soluzione di continuità.

 

Degli elementi rassicuranti sicuramente ci sono, a cominciare dal fatto di avere di fronte un interlocutore che parla chiaro. Nessun proclama tronfio fatto per accalappiare consenso o anche solo sembrare migliore di ciò che si è (sotto il profilo economico ca va sans dire) senza con questo trasmettere mestizia o avvilimento alla piazza: in ambito mediatico i Tuttolomondo (in particolare nella persona di Salvatore, colui che più si è esposto e più si espone) hanno sempre risposto con chiarezza espositiva e contezza di particolari, illustrando la loro idea senza edulcorare la pillola. Certo, tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare che alle volte può essere anche oceano, ma dopo anni di supercazzole brematurate con scappellamenti in ogni lato e non solo a destra, ciò non è certamente cosa da poco.

 

Un altro segnale confortante è dato dalla scelta fatta in merito all’allenatore. La decisione di puntare su un profilo come quello di Pasquale Marino denota l’intenzione di voler fare le cose per bene. Il tecnico marsalese (senza dubbio il migliore per storia tra i nomi realisticamente papabili usciti per la panchina rosanero) conosce benissimo la categoria, pensa calcio e può contare sulla sua esperienza nonché sulle competenze di uno staff altamente preparato. Per quanto vero che il suo passato (a dire il vero remoto) da grande condottiero dell’arcirivale possa rappresentare anche solo a livello inconscio una sorta di limitatore alla fiducia (come successo ad altri colleghi passati in altri contesti dall’altro lato della barricata) Marino può diventare la più solida delle basi tecniche sulle quali costruire il nuovo Palermo. Un Palermo che sino ad ora è una totale incognita.

 

Lo è soprattutto nel momento in cui, a poche settimane dall’inizio del ritiro ci si ritrova con una squadra con diversi partenti ed un centrocampo composto da due elementi più un lungodegente. Ridisegnare un organico dal costo elevato che sul campo non è riuscito a raggiungere due promozioni oggettivamente alla portata, piaccia o meno, ha senso e non solo in ottica di una dolorosa ma necessaria spending review; allo stesso modo voler affiancare ad uno zoccolo duro di giocatori esperti, profili giovani che possano a breve-medio termine garantire una resa tecnica e successivamente economica ci può stare e come, per non dire che è la via migliore per creare una stabilità finanziaria. Proprio per questo non ci si può minimamente permettere di essere troppo flemmatici: va bene che siamo agli inizi e che ci sono delle esigenze precise ma non si può rischiare di arrivare in Trentino con un organico carente. Ne va delle possibilità di fare un buon campionato.

 

In questo momento il controllo delle operazioni è nelle mani di Fabrizio Lucchesi, dirigente dalla comprovata esperienza le cui competenze sono più gestionali che non puramente tecniche: un aspetto che non può passare in secondo piano. La scelta (qualunque sia la ragione pregnante) di voler andare oltre la figura di Rino Foschi, istituzionale al limite della sacralità ma forse ingombrante per il suo retaggio in un momento come questo, può anche andar bene: sarebbe al contrario tutt’altro che funzionale l’idea dell’uomo solo al comando, che nella storia come nel calcio ha avuto successo poche volte lasciandosi spesso alle spalle cumuli di macerie. Proprio per dare all’ex dirigente della Roma scudettata la possibilità di poter lavorare sulle questioni più delicate, avere una figura che possa soffermarsi squisitamente sulla costruzione della squadra è fondamentale.


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7 commenti

  1. Aggregazione galattica lame rotanti 18 giorni fa

    Segnali estremamente rassicuranti.

  2. Fabio 23 giorni fa

    Bei tempi... 15 giorni fa... Ora invece siamo in Eccellenza ????

  3. Rubini 32 giorni fa

    E va bene, dai. Adesso arriva un po' di sollievo per le casse della Società. Inizia la campagna abbonamenti. A proposito, cinnè st'anno scuointi? ahahahahah

  4. Blackmamba 32 giorni fa

    Dopo anni di finti arabi, americani, inglesi, abbiamo raggiunto il giusto mix, abbiamo dei RICCONI MANAGER che buttano denari. Gente che non bada a spese e che deve uscire entro il 24 e poi 30 giugno in maniera inderogabile circa 40 milioni, per poi approntarne altri per la stagione che eventualmente si andrà a disputare. Si venderà tutto il possibile e si rinfonderà la squadra che se non andrà in A ci ripiomberà nei debiti...Se questo è quello che ci aspetta L'INCUBO CONTINUA. Grazie DANIELA ANIMA NERA, saluti all'arrestato...

  5. Assonellamanica 32 giorni fa

    Aquila, ma lasciali lavorare. A cose fatte tireremo le somme e daremo le pagelle. Credo che Lucchesi abbia le conoscenze giuste per prendere in prestito anche qualche giocatore proveniente dalle big. Per quest'anno di ricostruzione vanno bene anche quelli ... L'importante è essere competitivi e centrare i play off. Una volta lì, ci si gioca la promozione (che venga o non venga) con il coltello tra i denti e una forma fisica tarata per affrontare al meglio questa kermesse.

  6. AquilaRosanero 33 giorni fa

    Se il tentativo di allontanare Foschi è perché la sua figura è ingombrante ( cosa si dovrebbe dire allora a proposito di una certa sig.ra DeAngeli? che non la smuovono neanche le bombe, chissà perché… ah! Ha un contratto a tempo indeterminato…), piuttosto avverto una politica al risparmio che rasenta la tircheria. E Foschi, considerato che a quanto pare la campagna acquisti sarà miserrima, non serve proprio. Ma questi in A come ci vogliono andare? Forse non vogliono proprio andarci, gli basta pagare tutti i debiti… gente strana i masochisti...

  7. Yes 33 giorni fa

    Con tutte le crisi in atto, compresa la nostra, e mezza serie c in svendita, gli affari si faranno ad agosto inoltrato, molti dei migliori andranno in asta, per alcune società si tratta di ricavi vitali. Certo, avere una base di lavoro per metà luglio è essenziale, se no tanto vale non andare in ritiro, ma tutti aspetteranno i tonfi, o l'acqua alla gola di alcune società, in chiusaurafi mercato per prendere giocatori a zero o a saldo. Basta vedere cosa è successo al Palermo che non ha svenduto i big

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