IL POSTILLONE

Arbitri stranieri per i big
match di A. Perché no?

Arbitri stranieri per i big match di A. Perché no?



 

La Serie A 2017/2018 assomiglia tanto ad un plot d’autore girato con budget basso: la trama è talmente ben scritta e ricca di coup de theatre che si fa guardare ed apprezzare sempre nonostante in giro ci sia decisamente di meglio sotto il profilo qualitativo.
Diverse sono le istantanee di una 35ª giornata ineluttabilmente segnata dal “Derby d’Italia”, che sarà ampiamente approfondito, che ribalta nuovamente una prospettiva già a lungo camaleontica.


INTER-JUVENTUS
I nerazzurri avrebbero ampiamente meritato di vincere ma alla fine l’ha spuntata la Vecchia Signora, che ha fatto pagare a caro prezzo le uniche disattenzioni ad una squadra che Spalletti ha blindato nel peggiore dei modi, privandola del suo unico riferimento offensivo, aiutata anche dall’arbitraggio di Orsato. Alla regola, il piede a martello di Vecino si punisce con il cartellino rosso ma la giusta intransigenza avuta con l’uruguaiano non si è vista nel resto della gara, soprattutto nei confronti dell’intemperante Pjanic, più volte graziato e non si può negare che questo abbia inciso nella storia di una gara che, sempre alla regola, sarebbe dovuta essere diversa a priori dal risultato.

 

ARBITRI STRANIERI?
Tecnicamente parlando gli errori arbitrali fanno da sempre parte dell’economia di una partita: la cultura sportiva impone contegno per chi ne trae vantaggio e signorile accettazione per chi li subisce. Se in generale in Italia tutto questo è reso difficile dalle traumatiche vicende del passato, in questo particolare caso è ancora più complicato dalla prospettiva degli sconfitti non pensare (soprattutto nel momento in cui viene fuori un video in cui un tecnico si complimenta con il quarto uomo) che l’arbitraggio sia stato “sensibile” nell’accezione enunciata dal Buffon furioso nella mixed zone di Madrid.
A questo punto sorge spontanea una provocazione: non sarebbe meglio che i big-match (a prescindere dalle squadre) fossero diretti da arbitri stranieri? Un fischietto straniero, essendo sempre umano, non elimina con certezza il rischio di errore ma in compenso, provenendo da un contesto diverso e quindi estraneo al clima e conseguentemente libero da sovrastrutture di ogni genere, garantirebbe una maggiore serenità, stroncando o almeno calmando decisamente ogni sensazione o timore di imparzialità. Non ci sarebbe nulla di male.

 

SUICIDIO NAPOLI
Aldilà dei discorsi arbitrali la partita di sabato riconsegna alla Juventus le redini di un campionato che sono ancor più salde in mano dopo la caduta rovinosa del Napoli al “Franchi” contro la Fiorentina.
I partenopei imbeccano la via dell’aceto già al 6° minuto per l’intervento dell’eroe di Torino Koulibaly da ultimo uomo sul “Cholito poi Matador” Simeone, esaminato poi al VAR: un rosso giusto per lo stesso motivo per cui quello di Benatia a Madrid era rigore, ovvero che non si entra mai a gamba tesa. Da lì in poi il passaggio emotivo da “Capodanno del drago” alle “Tristi pere di Spud Murphy” è stato inevitabile. In tre giornate può succedere ancora di tutto ma la sensazione che si riportava qui già la scorsa settimana si amplifica adesso: questo Napoli non è attrezzato per vincere e se dovesse farlo lo farebbe per l’Harakiri degli altri.

 

LOTTA CHAMPIONS
Roma e Lazio approfittano della caduta dell’Inter vincendo rispettivamente in casa contro il Chievo e fuori casa contro il Torino. Il margine di entrambe dalla squadra nerazzurra è di quattro punti ma i giochi non possono considerarsi per nulla chiusi, né per i giallorossi, attesi dalla comunque impegnativa gara di ritorno in CL e tra due turni dalla Juventus, né tantomeno per i biancocelesti, che oggi hanno perso il loro uomo della provvidenza (Immobile) per un rush finale tutt’altro che semplice.
A meno che l’Inter non si auto-saboti da sola.

 

ZONA EUROPA E RETROCESSIONE

Tutto stabile invece in zona EL: Atalanta e Milan fanno il loro compitino, Fiorentina e Sampdoria tengono botta.
Al “Bentegodi” arriva una SPAL(lata) molto forte al calcio scaligero. I biancazzurri battono in rimonta l’Hellas mandandolo di fatto in B e superano in classifica il Chievo (fresco di cambio in panchina) che clamorosamente si ritrova in zona retrocessione. I clivensi, che ormai da tempo non vivevano una situazione simile, forse hanno peccato di troppa sicurezza ma sono in buona compagnia assieme al Cagliari, asfaltato dalla Samp, e all’Udinese, che ha inaugurato il nuovo corso di Tudor con un prestigioso 3-3 contro il Benevento.
Respira invece dopo il poker al Sassuolo un Crotone gagliardo, apparso in grande spolvero in questo frangente.

La sensazione è che alla fine del campionato possa arrivare un giant-killing totalmente inaspettato.

 






1 commento

  1. paco 359 giorni fa

    Ma questo articolo l'ha scritto uno strisciato? M chi se ne frega dei big match, tanto a turno hanno tutti favoritismi arbitrali. Chi tifa per una piccola come il Palermo sa bene che il problema non sono i big match ma quando la grande (Juve, Milan, Inter, Napoli) gioca con la piccola. In quel caso si dovrebbe intervenire. E' lì che sta il marcio.

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