Altro che bava alla bocca. Così i playoff saranno un incubo

Si riguardano a mente lucida le sfumature che hanno caratterizzato il match del Penzo. E si capiscono tante cose

Altro che bava alla bocca. Così i playoff saranno un incubo

Sì, le assenze si fanno sentire. La difesa decimata, Coronado squalificato, Nestorovski k.o.

Vero, il Venezia è squadra ostica, compatta, dalla retroguardia a tratti invalicabile.

Tutto corretto.

Poi, però, si riguardano a mente lucida i dettagli, le sfumature, gli sguardi che hanno caratterizzato il match del “Penzo”. E si capiscono tante cose.

 

Si capisce che il Palermo è sì arrivato a Venezia ma, evidentemente, dimenticando in Sicilia tutti gli attributi; si capisce che Bruno Tedino ha perso lucidità e forse legittimazione nei confronti di tutta la squadra; che il tattico Bacconi non potrà risolvere in venti giorni i problemi che il sodalizio rosanero si porta dietro dalla prima partita della stagione; che la Società ha colpe non trascurabili in merito tanto alla costruzione quanto alla gestione di questo organico, responsabilità decisive a luglio come a gennaio; si capisce che più d’un calciatore del Palermo difetta di personalità e che la mentalità vincente non cresce sugli alberi, ma viene trasmessa dal tecnico, dallo staff e dalla dirigenza.

 

TEDINO VERSO L'ESONERO

 

Non si capisce, al contrario, come si possa affrontare una partita cruciale come quella di Venezia con questa verve buona tutt’al più per una amichevole del precampionato. A testa bassa ma senza pedali, senza un cenno di grinta, senza una reazione. Senza palle. Altro che bava alla bocca.

 

E non si capisce ancora una volta, ancora di più, quale sia stato il confronto tra tecnico e società quando durante la campagna acquisti di riparazione si è deciso di non riparare e al contrario di rompere. Non è chiaro - e non potrebbe in alcun modo esserlo - chi abbia potuto avallare scelte come quella di (non) sostituire il partente Cionek con l’acquisto di Corentin Fiore, ragazzo senza dubbio in gamba e magari, chissà, dal futuro roseo, ma nel presente del tutto inutile. Per arrivare poi alla fase finale del campionato con l'alibi delle tante assenze.

 

I PEGGIORI IN CAMPO

 

Uno spreco di fiato arrivare ai microfoni ogni venerdì per affermare che questa squadra al completo è forte. Perché una squadra è forte quando può sopperire agli infortuni, alle squalifiche, ai momenti bui di taluni interpreti.

 

E adesso? Adesso si aspetta un altro regalo delle dirette concorrenti, nell’attesa della prossima occasione sprecata, che non è quella di Venezia, dove il k.o. in fondo ci può stare. L’occasione gettata al vento è il pareggio contro il Pescara, quello contro la Cremonese e tutte quelle vittorie mancate che oggi avrebbero permesso di guardare a questa sconfitta con relativa serenità.

Invece si torna a casa, ancora una volta, leccandosi le ferite di un aprile in cui nulla si doveva sbagliare e tutto, o quasi, si è sbagliato.

 

Resta la certezza che la promozione diretta si stia trasformando in un miraggio. E più d’un dubbio sulla reale consistenza di questa squadra in caso di playoff.