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Ronaldo e Filippini:
«Ho visto un extraterrestre»

Ronaldo e Filippini: «Ho visto un extraterrestre»



Presenza storica nella mediana del Brescia dove per nove anni ha tessuto gioco e sudore come soltanto l’autentico mediano è in grado di fare, prima di approdare in quel di Palermo. L’avventura all’ombra di Monte Pellegrino conta ventuno presenze e due reti realizzate.

È stato il dioscuro di artisti quali Roberto Baggio e Pep Guardiola: lui emblema di un calcio lontano e profeta di Carletto Mazzone.

Poi, in un giorno di inizio autunno, accade che Ronaldo Luís Nazário de Lima, il fenomeno, nel ricordare chi fossero gli avversari che maggiormente lo preoccupassero in campo, ti chiama in causa.

 

I gemelli Filippini erano il mio incubo. Erano dappertutto, correvano tantissimo, sempre. Andavano a due mila all’ora e sembravano cinque fratelli. Ricordo bene le sfide contro di loro.

 

Per commentare le parole di Ronaldo abbiamo raggiunto telefonicamente uno dei due protagonisti, Antonio Filippini.

L’ex centrocampista, in una chiacchierata entusiasmante, ci ha raccontato la grandezza del Fenomeno, ma anche cosa significasse avere in squadra compagni quali Baggio e Guardiola.

Infine un simpatico ricordo legato al tecnico Carletto Mazzone, uno dei simboli di quel calcio.

 

Sia io che mio fratello siamo ovviamente contenti del pensiero di Ronaldo. Con tutti i grandi calciatori che ha affrontato nella sua carriera, i palloni d’oro vinti e i mondiali, pensare che abbia detto queste parole è una grande soddisfazione. Vuol dire che il nostro modo (suo e del fratello ndr) di interpretare il calcio gli piaceva.

 

Su Ronaldo.

Ronaldo è stato il calciatore più forte di quegli anni e forse di tutti i tempi. La mia classifica personale vedeva Rolando al primo posto, poi Roberto Baggio e terzo Zidane.

Quando ci affrontò, nella sua prima partita in Italia, era in grandissima forma e mentre correva con il pallone al piede non si vedevano neanche le sue gambe. Sembrava che non poggiasse i piedi per terra: quando ha fatto i primi tre-quattro scatti, ho guardato i miei compagni come per dire “ma questo da dove viene? È un extraterrestre” (sorride ndr).

 

Negli anni a Brescia ha avuto accanto a sè un certo Roberto Baggio: com'era come compagno di squadra?

Quello che non è riuscito a raggiungere è la vittoria del campionato del mondo e forse gli manca questo tassello per completare una carriera immensa.

Una persona davvero speciale, molto umile: non ci ha fatto mai pesare il suo nome, la sua grandezza. Per noi era un grande motivo di soddisfazione e tutta la squadra si è messa a sua disposizione proprio perché aveva questo suo lato caratteriale.

 

Pep Guardiola e la panchina. 

Quando era a Brescia dava già consigli in campo alla squadra e il modo in cui lo faceva era da grande leader.

Le idee che aveva in mente in quel tempo da calciatore le ha materializzate poi nel tempo come tecnico, ha fatto vedere il calcio che ha sempre voluto.

 

Infine un pensiero sull'allenatore di quel Brescia, mister Carletto Mazzone.

Oltre ad essere un grande tecnico, perché sapeva tanto di calcio, per noi era come un padre che ci consigliava e lo faceva con il cuore in mano.

Questo suo modo di fare per noi era importante e cercavamo di gratificarlo in campo quanto più possibile. L’aggettivo che mi viene in mente pensando a mister Mazzone è meraviglioso.






2 commenti

  1. Francesco 70 30 giorni fa

    Dal Palermo sono passati grandi campioni,ma anche tante p***e.I fratelli Filippini,li ricordo con tanto affetto e simpatia.Correvano da matti,e poi la serata rock,che hanno tenuto allo stadio indimenticabile..Per me il più grande calciatore di sempre,da quando ero ragazzino,Diego Armando Maradona,un alieno....

  2. Alessandro 30 giorni fa

    Se penso a le. Tantissime Mezze s***e (e alcuni campioni :Cavani, toni, amauri, Simplicio, Miccoli, ilicic, bresciano) Dell era zamparini(slavi, sud americani vari) specialmente dal 2011 in poi, mi viene nostalgia dei grandi gemelli filippini, poi gli ultimi anni quasi tutte p***e allucinanti senza attributi, per questo la gente si era stancata e non andava più allo stadio, adesso abbiamo dei campioncini (Lucera, ambro) e diversi buoni giocatori e soprattutto con gli attributi e che tengono alla maglia (pelagotti, Santana, crivello, ficarotta, sforzini, Martin) questa squadra è +forte

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