IL MISTER

Ritorno a Palermo, era Zamparini
e Serie D. Parla Pergolizzi

«Non prendiamo in giro le persone» Palermo, parla Pergolizzi



 

Dopo il fallimento della scorsa estate, il Palermo è ripartito grazie alla Hera Hora di Dario Mirri e Tony Di Piazza. Una squadra allestita in pochissimo tempo e affidata a Rosario Pergolizzi, un tecnico che in passato aveva già guidato i colori rosanero con la Primavera.

 

 

Intervistato da Tuttomercatoweb, il tecnico del Palermo, attualmente primo in classifica del Girone I di Serie D, ha così parlato del suo arrivo nella panchina rosanero e del suo passato:

 

«Sono andato via nel 2009, sono tornato ora, ho visto una Palermo diversa. Tutto è cambiato, il rinnovamento e il miglioramento di questa città fa piacere. La gente deve immedesimarsi pure nel calcio, non vedere la criticità, il fattore negativo, tutto nero. Ripartendo da zero ci sono delle fatiche, chi non fa non sbaglia, ma chi fa è costretto a sbagliare».

 

IL RITORNO A PALERMO

«Dopo avere fatto qualche giro. A fine luglio di quest’anno il Palermo cercava un allenatore giovane, con esperienza, che avesse allenato sia i giovani che la prima squadra –ha dichiarato-. Alla fine sono entrato anche io in lizza, ho visto il mio nome sul giornale, nel giro di 10-12 giorni mi ha chiamato il club, mi ha chiesto di venire qui, per capire che situazione ci fosse».

 

ERA ZAMPARINI

«Io ho vissuto l’era Zamparini, tutto era già stabilito, la società era arrivata al top con Coppa UEFA, finale di Coppa Italia, Scudetto Primavera vinto. Era il lavoro di dieci anni, questo è quello di tre mesi. Se guardiamo indietro, ad agosto. Stiamo lavorando da tre mesi, questo club ha fatto tantissimo. C’è un settore giovanile, una prima squadra prima in classifica, 15-20 mila spettatori, attivi –continua-. Il movimento è stato perfetto. Non sono bastati due risultati negativi per fare saltare il castello, altrimenti non saremmo pronti per determinati obiettivi».

 

ENTUSIASMO RITROVATO

«Come si riporta la gente allo stadio? Con il rinnovamento. Dopo la delusione di Zamparini la gente vedeva in Mirri il tifoso, il palermitano. Non può raccontare favole, devi dargli fatti e risultati. Tutti sono della città, dal presidente al team manager, ma ci metteremo tutto. Noi rappresentiamo la città e la no nostra terra».

 

LA SERIE D

«L’anno fondamentale? Questo, in Serie D. Quando vai in Lega Pro cambiano le regole, le prospettive, hai più tempo per vincere. La difficoltà della Serie C? Certo, bisogna gestire la società fortificando tutto, dando strutture, cercando gli obiettivi. Non puoi pensare di vincere la D, poi la C, poi la B… Significa prendere in giro le persone, dare uno spettro a così lungo raggio è impossibile».






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