INTERVISTA

Ricciardo si racconta al Gds
Da De Rosa alla chitarra

Ricciardo si racconta al Gds. Da De Rosa alla chitarra



 

Giovanni Ricciardo sta vivendo un momento magico, il bomber classe '86 hi già segnato 6 reti in 7 gare dall'inizio della stagione con la maglia del Palermo di cui 5 in casa e una sul campo del Biancavilla. Ricciardo è stato intervistato dal Giornale di Sicilia e ha affrontato vari temi, dal paragone con il bomber del Palermo negli anni 80 De Rosa alla sua vita privata:

 

«Conosco la storia di De Rosa e fa piacere essere accostato a lui. È l’ambizione di ogni calciatore lasciare il segno nelle squadre in cui gioca e sarei ipocrita se dicessi che non mi sento onorato per ciò - ha detto Ricciardo -. Sono consapevole di aver iniziato la stagione con il piede giusto, ma non ho e non abbiamo ancora fatto niente. Voglia di rivalsa o consapevolezza di essere i più forti? Principalmente la prima, perché è giusto essere consapevoli della propria forza, ma non basta per battere gli avversari. Nel calcio non sempre vince chi è più forte tecnicamente, ma chi ha la mentalità giusta e grande attitudine al sacrificio. Non bastano i piedi buoni, è fondamentale la testa per avere una marcia in più rispetto agli altri».

 

GOL IN TRASFERTA

«Credo sia stata solo una coincidenza, ogni gol nasce da una determinata situazione di gioco e non credo sia influente se giochiamo in casa o fuori. Ad ogni modo fa piacere aver cancellato anche questo zero, ma avrei messo la firma per segnare solo in casa e vincere fuori con i gol dei miei compagni. Biancavilla? Avevamo preso gol dopo soltanto 20 secondi ed abbiamo reagito immediatamente ribaltando il risultando. Quell’abbraccio di gruppo testimonia intanto la grande unione che si vede soprattutto nelle difficoltà e nel modo di superarle. Siamo una squadra molto unita anche fuori dal campo e si vede».

 

PERGOLIZZI

«È un combattente come tutti noi e come tutti noi vuole vincere ogni partita. Lavoriamo duro ogni giorno per questo, a volte anche il lunedì mentre le altre squadre riposano. Siamo consapevoli che tutti questi sacrifici possono guidarci all’unico obiettivo che abbiamo».

 

IL GRUPPO

«Non pensiamo alla classifica, ai risultati delle altre squadre e men che meno ascoltiamo le parole degli avversari su di noi. Pensiamo soltanto a noi stessi come è giusto che sia. Rispettiamo ogni avversaria ma non abbiamo paura di nessuno e non dobbiamo staccare la spina fino al 3 maggio, sarebbe un errore madornale. La nostra rosa è molto ampia e non ci sono riserve, ma solo potenziali titolari. È naturale trovare l’intesa con tutti, soprattutto all’interno dello stesso reparto. Per quanto riguarda i giovani, ognuno ha sempre ricevuto consigli dai compagni più esperti. Nello spogliatoio non si impara soltanto a come stare in campo ma anche a vivere fuori, a saper gestire le pressioni, a non montarsi la testa».

 

VITA PRIVATA

«Mi piace molto viaggiare e visitare luoghi che non conosco, ma quando non mi alleno preferisco recuperare le energie rilassandomi a casa. Però giro anche la città e quando per strada vedo bambini emozionati per farsi una fotografia con me mi emoziono anche io, è una sensazione incredibile, è questo il bello del calcio ma è anche una responsabilità, perché ogni calciatore deve essere consapevole di essere un esempio per i giovani e non bisogna dimenticarlo mai. Il calcio è una parte fondamentale della mia vita ma non è tutto. Quindi no, a casa non si vive di calcio, è giusto separare gli ambiti e riservare alla famiglia e agli affetti le medesime attenzioni ed energie di quando mi alleno ogni giorno. Se suonerò la chitarra in caso di promozione in Serie C? Non penserò neanche alla prossima gara fino a domenica sera, figuriamoci se penso adesso ad una ipotetica festa promozione. Battute a parte, amo suonare la chitarra, mi rilassa e mi fa stare bene, ma ammetto che suonarla davanti a 30 mila persone potrebbe farmi tremare le gambe in un campo di calcio per la prima volta».






1 commento

  1. Francesco 70 25 giorni fa

    Effettivamente per come si muove in campo,ricorda tanto le gesta di Gianni De Rosa,grandissimo centravanti degli anni ottanta,che ho avuto modo di conoscere personalmente,in quanto io giocavo negli esordienti,e spesso lo incrociavo negli spogliatoi dello stadio,noi ci allenavamo ai campi di Castelnuovo.Purtroppo Gianni ci ha lasciati un po'ti tempo fa,quando staccava di testa con i suoi lunghi capelli,era uno spettacolo.Anni che furono....

Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *