INTERVISTA

Presidente e tifoso, Dario Mirri
parla del suo nuovo Palermo

Presidente e tifoso, Dario Mirri parla del suo nuovo Palermo



 

Il Palermo si appresta ad iniziare la sua nuova stagione, fra una settimana i rosanero esordiranno sul campo del Marsala nella prima giornata di Serie D. Lunedì intanto ci sarà l'evento della "Notte dei Campioni". I tifosi stanno rispondendo bene anche con la camèagna abbonamenti, una gioia per il presidente Dario Mirri, ma anche una responsabilità. 

 

Mirri è stato intervistato da Repubblica parlando un po' di tutto cominciando, però, dalla responsabilità essendo ora il presidente del Palermo: «Una grande responsabilità. Dobbiamo vincere e non abbiamo alternative - ha detto -. Una stagione nella quale abbiamo tutto da perdere. Pensiero da tifoso? Quello che sta accadendo in questi giorni va molto oltre il mio sogno. E' qualcosa che ho immaginato per una vita e che adesso si è avverata. Ora però è tempo che il sogno diventi una bella realtà. Come ho vissuto il fallimento? Per me la fine del Palermo è un lutto. Con la morte della vecchia società per noi tifosi è arrivata la mezzanotte. Dopo la mezzanotte però non può che esserci l'alba e una nuova rinascita. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Il calcio è il pretesto per dimostrare che in questa città ce la possiamo fare. Che non abbiamo bisogno sempre degli altri che ci dicano come dobbiamo comportarci o che, peggio, facciano le cose al posto nostro pensando che noi non siamo in grado. Rappresento quei palermitani che vogliono fare bene senza subire le scelte di altri».

 

TIFOSO E IMPRENDITORE

«Lo si può fare sicuramente. Guardi l'Atalanta e il presidente Percassi. Lui è un tifoso, ma è soprattutto un imprenditore e la sua società è all'avanguardia. Essere tifoso non esclude l'essere imprenditore. Il Palermo di oggi rappresenta una opportunità imprenditoriale nella quale io ho investito i miei soldi. Modello Atalanta per il settore giovanile? Le rispondo dandole una notizia. All'indomani della presentazione della nuova società ho parlato con il mio avvocato per avviare l'iter per la realizzazione del centro sportivo. Questo è l'unico ambito nel quale sono pronto a fare un investimento importante. Mi spiego meglio: acquistare un campione è importante per la squadra ma non è un investimento. Investire significa realizzare una fabbrica e, nel nostro caso, la fabbrica è il centro nel quale far crescere i campioni del futuro. Le dirò di più. L'eventuale investimento dell'azionariato popolare sarà interamente destinato alla realizzazione del centro sportivo».

 

 

TIFOSI

«Quando ho detto che i veri tifosi del Palermo siamo 5mila l'ho fatto per lanciare una sfida. Il nuovo Palermo deve fondarsi sul senso di appartenenza. Non importa quanto riusciremo a raccogliere dall'azionariato popolare, la cosa importante è che ci siano tante teste a partecipare alla nuova società. Il nuovo Palermo lo di deve pensare in chiave di collettivo. Se io e Di Piazza possiamo portare il Palermo in alto? Dico che ci siamo già assunti un impegno e lo abbiamo fatto in maniera concreta capitalizzando la società per quindici milioni.
Significa che abbiamo versato dei soldi che restano come capitale sociale e che noi non possiamo riprendere. Mettiamo quindici milioni per il futuro della società nella speranza che questa domani possa avere un valore più elevato».

 

PRESENZA MICCOLI

«Parliamo di ambiti diversi. Io sto parlando di una partita di calcio e solo di quella. Miccoli è stato un calciatore che ha fatto la storia del calcio rosanero. L'ho invitato solo a una partita di calcio e sto parlando solo di calcio. La valutazione su Miccoli fuori dal campo non spetta a me ma alla magistratura che potrà dare un giudizio definitivo. Come mi sento facendo il presidente? E' bello, ma non mi illudo. So che nel calcio contano i risultati, ma sono felice perché sono contento di regalare una gioia ai palermitani. So però che chiunque faccia un selfie lo fa perché crede in me e la cosa mi responsabilizza ancora di più. Presidente mi chiamò per la prima volta Salvo Ficarra a febbraio a Milano. Mia moglie e mia figlia sono preoccupate che la nostra vita possa cambiare. Siamo una famiglia felice e loro temono che il calcio possa portarci via questa felicità. Conservo le maglie da quando sono bambino, ma non sono attaccato agli oggetti o all'esteriorità. Anche il discorso del presidente con la sciarpa al collo è vero sino a un certo punto. La sciarpa ce l'ho, ma non la ostento. Io sono rosanero dentro. Il mio cuore è rosanero. Se ho pianto per il Palermo? Sì, da bambino. In occasione della finale persa contro la Juventus a Napoli. Ricordo che ero nella cuccetta del “postale” di ritorno da Napoli e mio padre mi chiedeva perché continuassi a piangere. Quello era un pianto di dolore. E' vero. Quelle sono state lacrime di commozione e di emozione. Mi sono commosso ed emozionato soprattutto vedendo i tifosi e ascoltando le loro storie».

 

STADIO

«Non sarebbe ragionevole fare lo stadio quando prima devi fare il centro sportivo. Sarebbe solo una speculazione. Piuttosto io penso ad un “Barbera” con un restyling e soprattutto sogno uno stadio senza barriere. La nostra è una tifoseria civile e sono sicuro sia pronta. A questo proposito ho già avviato i contatti con la questura per uno stadio senza barriere. Il mio messaggio è valido in serie D come in C, in B e in A. Le fondamenta del nostro Palermo non potevano che essere queste. I soldi sono un elemento importante, ma i valori per cui si ama la squadra sono altri. Io paragono il Palermo al matrimonio, alla salute, dove è vero che i soldi contano ma l'amore e la salute non li compri con i soldi. Per me lo sport è un valore che non può essere cambiato dal fatturato. C'è tanto di Renzo e di quello che ho imparato dalla mia famiglia. Lui ha dato tutto se stesso per regalare ai palermitani un po' di quello che aveva ricevuto. Non è stato il presidente che ha portato i campioni, ma è il presidente al quale è intitolato lo stadio. Si chieda il perché. La maglia? A me piace quella rosa con le bretelle nere. Ma sono un tifoso e non un padre padrone e il mio voto vale uno come quello degli altri tifosi».

 

 






12 commenti

  1. Totuccione 51 giorni fa

    riscussi i ru liri......

  2. nonsonogiginiel2 51 giorni fa

    Rubini: che squallore da parte sua buttarla sui titoli accademici. Il suo qual'è? rettore della taverna del tiro? Le citazioni colte che snocciola ossessivamente non la salveranno: lei rimane un poveraccio comunque.

  3. Rubini 52 giorni fa

    ‘Senescenza’, Giginiel doc, dal ’Mastrofini, edizioni Forbidden’. Mille nick, dieci fonti, un cannolo dell’acqua, abusivo. Terza elementare, si e no. Distanza!

  4. Nonsonogiginiel 52 giorni fa

    Questo Rubini è un fenomeno da avanspettacolo, nulla di male per carità, in fondo si ha nostalgia di certe belle figure del passato, se non fosse che l'apologia di reato è un cattivo compagno di vita, sarebbe perfetto. Sperticarsi dietro a un truffaldo conclamato, e contestualmente negazionista di valori sani, veri. Senescenza complicata la sua.....

  5. Fabio 52 giorni fa

    No Francesco, non ne ho idea.quando non gli conviene il discorso comincia a scrivere roba senza senso su giginiell, ball close e altro. Tra l'altro la cosa comica é che lui accusa gli altri di essere multinick quando lui ne crea nuovi ogni giorno. Che poi non capisco, va bene era un fan del processato ma perché deve ogni santo giorno denigrare la nuova proprietà??l'ha fatta fallire quello mica gliela ha rubata Mirri.

  6. Roberto 52 giorni fa

    Diceva il buon Ferruccio I nemici ra cuntintizza sunnu Sempri svegli. Forza Dario

  7. Francesco 70 52 giorni fa

    Tony,Fabio,cortesemente voi riuscite a capire cosa posta quell'individuo innominabile come il suo padrone?Chi sarebbe sto Giginiell?Ball close?Fatemi fare un idea anche a me.Datemi degli indizi,altrimenti mi sembra di dialogare con un demente.

  8. Rubini 52 giorni fa

    Fabio, Tony, GIGIniel, la strada la sai, Paletta (e secchiello), il domicilio. No all’ignoranza! Vergogna, neanche gli spiccioli per la colletta, per Forbidden. No all’abusivismo generazionale di Ball Close, di padre in figlio, dai nonni ai nipoti. Gli sfregi, le cicatrici mostruose di Palermo. Vergogna imperitura!

  9. Fabio 52 giorni fa

    Ma come gatto rubini proprio tu che ti sei promesso a vita all'indagato nonostante tutte le magagne??...no no da te queste cose non me le aspetto in nome del popolo italiano.

  10. Tony 52 giorni fa

    Grande mirri, finalmente si torna a parlare solo di calcio. PS spero che il concordato preventivo non lo concedano, così si assumono le responsabilità i tuttolomondo ma soprattutto chi li ha portati a Palermo per lavarsi le mani dagli intrallazzi. Ma come? avevano le prove di complotti e truffe e ora patteggiano il fallimento? c'è puzza di altro teatrino dello stesso regista.

  11. Rubini 52 giorni fa

    Come un matrimonio? Il matrimonio può una essere una prigione. Una gabbia e non puoi più volare. Neanche a dottrina mi annoiavo così, sempre fuggito via dagli oratori, sgradevole odore di brodo. Amore e salute non si comprano, ma spesso dipende soltanto dal segno zodiacale. Comunque 15 milioni già versati, questo non lo sapevo. Auguri, Presidente. Ps ‘Ritornerai, lo so, ritornerai’, la messa è finita, i fedeli accennano il ballo. Don Giulio si volta, li guarda e sorride.

  12. AntiZampariniForEver 52 giorni fa

    Presidente sono d'accordo in tutto ciò che dice ...finalmente uno che farà capire che siamo capaci di far qualcosa BENE senza dipendere dal Nord ...sono pure d'accordo con la maglia , ma anche il mio voto vale 1 come il suo. W la libertà e democrazia!

Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *