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Pergolizzi: «Palermo sogno di
una vita, mi sto giocando tutto»

Pergolizzi: «Palermo sogno di una vita, mi sto giocando tutto»



Il Palermo vola a punteggio pieno nel girone I di Serie D con il solo obiettivo di vincere il campionato e guadagnarsi la promozione in Serie C, e lo sa bene il tecnico dei rosanero Rosario Pergolizzi, che ha iniziato con un po' di scetticismo da parte della piazza ma con il lavoro e i risultati sta convincendo tutti. Intervistato dal Corriere dello Sport, Pergolizzi ha parlato della chiamata dei rosa e dei modelli a cui si ispira e che lo hanno formato come allenatore: 

 

«Magari sono un predestinato, mi sento un giovane vecchio. Lo sono sempre stato. Ma so che in questa esperienza mi gioco molto, forse tutto. Importante che non mi attribuiscano etichette assurde. Pergolizzi difensivista. Meglio: sono orgoglioso di esserlo se curo, come curo, quella fase per prendere meno gol. Anche l’Inter di Conte…Intendo dire che l’Inter in fase di non possesso ha gli attaccanti dietro la linea del pallone. Cos’è, un’offesa? Sarei un difensivista se, sotto di un gol o sullo 0-0, inserissi un terzino piuttosto che un attaccante».

 

MODELLI

«Ho avuto maestri come Fascetti, Maran, Sonetti, Bolchi, Scala, credo bastino. Però, chi mi ha insegnato di più è stato Ulivieri a Bologna, un martello vero. Lui pensava a tutto, servizio completo: la postura, i movimenti, gli atteggiamenti, i comportamenti, la tattica. A Bologna andammo dalla C alla A, poi brindai a Brescia con Reja, un altro maestro che non ho citato».

 

PROMOZIONI E PALERMO

«Di promozioni ne ho collezionate tante, da allenatore sai di avere un milione di responsabilità in più. A Palermo, poi… Sapevo che stavano cercando un allenatore con le mie caratteristiche. Mi aveva telefonato l’amministratore delegato Sagramola, poi silenzio per due o tre settimane. Per me la fine di un sogno. La Serie D è un inferno vero. Il girone I è una tombola e non lo dico perché ci giochiamo, ma perché qualsiasi avversario ci aspetta come se fosse la festa dell’anno. E dà il triplo o il quadruplo. Se il Palermo andasse in C avrei fatto il mio dovere. Se non ci andasse? Rispettiamo tutti, ma non mollo di un centimetro, quindi non ho pensieri negativi. Non posso averli».

 

CONTE O SARRI?

«Conte è il numero uno tra i motivatori. Con Sarri sai di giocare a pallone, scrivi proprio così. E memorizzi che puoi sfondare a qualsiasi età, anche se in carriera per anni e anni non hai raccolto come avresti dovuto».






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