PARLA PERETTI

«Palermo l'occasione della vita,
ho trovato la mia dimensione»

«Palermo l'occasione della vita, ho trovato la mia dimensione»



Parla Manuel Peretti. Il classe 2000, dopo un inizio complicato e tanta panchina, negli ultimi tempi è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante complici le assenze di Lancini e Crivello ed ha risposto sempre presente a suon di ottime prestazioni. Il difensore rosanero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, si è soffermato sulla scelta di approdare in Sicilia, sul suo ruolo prediletto e del rapporto con il tecnico Pergolizzi e la squadra:

 

«Ho giocato anche davanti alla difesa e da mezzala. Il primo anno in Primavera c’era molta qualità a metà campo e l’allenatore ha deciso di impiegarmi come difensore centrale col compito di impostare l’azione. Negli ultimi 2 anni in questo ruolo ho reso bene ed è diventato quello definitivo. Il difensore moderno deve essere capace a far partire l’azione, ma in Italia deve essere più bravo a difendere, la differenza la fa il reparto arretrato. Basta vedere le grandi squadre: non prendono gol e possono vincere pure di misura. Giocando a centrocampo ero pazzo di Busquets, da quando sono difensore provo a ispirarmi a Piqué».

 

PALERMO

«Dovevo fare il fuori quota in Primavera a Verona. Poi sono cambiati i regolamenti e ho pensato che era meglio andare a fare esperienza. È arrivata la chiamata del Palermo, è l’occasione della mia vita. In un club così, se hai le caratteristiche giuste e la società ti ritiene valido in ottica futura, si può fare il cammino insieme verso le serie più importanti. Qui mi trovo molto bene, devo ringraziare il Verona per i 10 anni trascorsi lì, ma credo che Palermo sia la mia dimensione».

 

SICILIA

«Al Sud primi mesi ho fatto fatica qui però la gente è calorosa,ti fa sentire a tuo agio. Mia madre si è messa a piangere, mio padre era preoccupato per la piazza e per quello che si dice e si continua a dire su Palermo e la Sicilia. Non è come si racconta e l’hanno constatato con i loro occhi».

 

TECNICO E SQUADRA

«Pergolizzi ha tanta stima in me. Parlo spesso con Lancini, Accardi e Crivello, hanno sempre elogi per me. Con Accardi ci scambiamo video con situazioni di gioco dei difensori di grandi squadre. Le sconfitte servono, a Savoia e Acireale ci ripenseremo al ritorno. Ora pensiamo al Troina: domenica si deve vincere per passare bene il Natale e ricominciare con la carica giusta, sperando che qualche passo falso lo faccia il Savoia».






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