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Pastore ricorda i tempi di
Palermo: «Anni indimenticabili»

Pastore ricorda i tempi di Palermo: «Anni indimenticabili»



 

Javier Pastore sta vivendo un ottimo momento alla Roma, dove con Fonseca sta trovando continuità e ha ritrovato la giusta condizione fisica facendo innamorare i suoi tifosi, quasi come fece innamorare i tifosi del Palermo. Proprio in un'intervista rilasciata al sito ufficiale del club giallorosso l'argentino ricorda i tempi del Palermo:

 

«Sono venuti a osservare le mie prestazioni per due mesi. Per me era un sogno giocare in Europa. È stato straordinario, mi hanno convinto subito. Non ci ho pensato due volte. Alla prima possibilità ho accettato. Paura? Mai, nessuna paura. Era il mio sogno. Venivo per la cosa che so fare meglio: giocare a calcio. La mia famiglia mi ha supportato, perché è venuta con me. E tutto questo mi ha dato tanta fiducia. È stata un’esperienza bellissima. Rappresentano due anni indimenticabili. La squadra giocava bene, abbiamo fatto cose importanti in quegli anni - ha detto Pastore -. Siamo arrivati quarti in campionato, a un punto dalla Champions, in finale di Coppa Italia, abbiamo giocato l’Europa League. Abbiamo fatto delle cose che non si vedevano da anni in quella città. Ho tanti bei ricordi, la gente è stata magnifica con me. È il posto in cui ho conosciuto mia moglie. Rimarrà sempre nel mio cuore, una parte della Sicilia è con me a casa.».

 

ATTACCANTI CON CUI HO GIOCATO?

«Ce ne sono stati tanti. L’attaccante più forte con cui ho giocato è Cavani, perché va a genio con le mie qualità. A me piace fare assist per i gol e ho avuto un buon feeling con tanti compagni di squadra, ma con lui più di tutti: è devastante come punta. E poi non posso non citare Ibrahimovic. Se includiamo tutti gli aspetti, tra cui la mentalità, la professionalità, è incredibile: è il giocatore che mi ha ispirato di più a migliorare. Se lo guardi in allenamento impari. Ci sono ancora in contatto, sono molto legato a lui, è uno dei migliori compagni di squadra che abbia mai avuto».


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6 commenti

  1. Aggregazione galattica lame rotanti 12 giorni fa

    @Alessandro ha perfettamente ragione: Pastore non ha le competenze calcistiche per giudicare chi tra Cavani e Miccoli fosse l'attaccante più forte.

  2. Alessandro 13 giorni fa

    L'attaccante più forte con cui hai giocato era miccoli, ah pastore pastore

  3. Totuccione 14 giorni fa

    riscussi i ru liri...

  4. Aggregazione galattica lame rotanti 14 giorni fa

    Anche @Rubini però sembra essere un poeta.

  5. Rubini 14 giorni fa

    Quante discussioni m'ha fatto fare, Pastore. Sempre pronto a difenderlo, persino ad infervorarmi nella difesa, dalle critiche dei romanisti l'anno scorso. 'Un giocatore dal costo assurdo e dal rendimento così modesto', l'errore stava alla base. Pastore non è un giocatore di pallone, è una specie di poeta, a tratti ermetico e come tale condannato alla discontinuità e all'incomprensione. Una razza di poeti d'istinto, in via di estinzione, come Ilicic, come Dybala, come Vazquez. Roba da 'Compendio del calcio come poesia'. Casa Editrice Palermo. Fallita.

  6. Ospite 14 giorni fa

    Il Flaco è stato la bellezza nella quale ci siamo specchiati tutti. B4UQ

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