QUI PETRALIA SOTTANA

Palermo, Santana in
conferenza stampa

Palermo, Santana in conferenza stampa



Da Petralia Sottana, sede del ritiro rosanero, è intervenuto in conferenza stampa Mario Santana.

 

Sui primi giorni di ritiro.

La cosa più importante è che i giovani abbiano qualcosa da dare, non è facile. Saranno loro a darci una grande mano durante l’anno.

Questi giorni sono serviti per lavorare sul campo ma principalmente per conoscerci perché il tempo è poco. Sapere di cosa ha bisogno il compagno è fondamentale.

 

Sul suo ritorno in maglia rosanero.

Mi è stata data questa fiducia e sarò sempre grato di questo. So che appena entrerò in campo darò tutto per tutte quelle persone che sono venute fin qui. La cosa importante è sapere dove stiamo andando, il resto viene da sé.

 

Sul ruolo.

Negli ultimi tre anni ho giocato da seconda punta e mi sono trovato molto bene. Anche se ho 37 anni devo ancora imparare dei movimenti perché non ero abituato a giocare in quella posizione. Vediamo cosa deciderà il mister. Il trequartista l’avevo già fatto, sono a disposizione dell’allenatore. Se sono seduto qui oggi è perché sono in grado di dare tanto fisicamente.

 

Sui giovani.

I giovani sono molto educati e hanno tanta voglia di lavorare. Nessuno parla in campo quindi vuol dire che hanno tanto voglia di fare: non è una cosa scontata che siano così volenterosi di dare il massimo e siamo molto felici di tutto questo.

Dobbiamo essere una famiglia e lo dimostra per primo il presidente. Bisogna essere positivi: da quando sono qui e sento parlare il Presidente mi dà la sensazione di famiglia. Cercheremo di mantenere questo spirito tutto l’anno.

 

Sull'attaccante Ricciardo.

Non conoscevo Ricciardo. Lavoriamo insieme da cinque giorni ma c’è da fare tantissimo, ci vorrà tempo. Ma sono tutti intelligenti con voglia di fare bene, quindi così diventa più semplice.

Cerco sempre di aiutare i giovani fuori dal campo: dentro il terreno di gioco c’è il tecnico. Il nostro compito più importante consiste nel guidare i giovani al di fuori dal campo. La differenza la fa il gruppo unito, non tanto chi gioca o chi rimane fuori. In serie D non conta tanto questo ma l’unione del gruppo e l’obiettivo che si è prefissato.

 

Infine sulla società.

Lavoreremo tre settimane e non dobbiamo pensare al poco tempo che c’è: anzi, ringraziare la società perché ci sta mettendo a disposizione tantissimo e tutto quello di cui abbiamo bisogno per fare bene e prepararci al meglio per la nuova stagione.

 






Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *