CDS

Palermo, Messina e l'infanzia
Ricciardo si racconta

Palermo, Messina e l'infanzia. Ricciardo si racconta



Il bomber Giovanni Ricciardo attraverso le colonne de Il Corriere dello Sport ha parlato dei motivi che lo hanno spinto a scegliere la maglia rosanero e della sua passione per il calcio.

 

Ho avuto una chiacchierata con l’FC, ma sarà bene eliminare qualsiasi equivoco. Ho rispetto e stima per Messina e sono molto legato alla città nella quale sono nato. Però, saputo della cancellazione, il Palermo diventò il mio obiettivo. Non potevo rinunciare alla chiamata della nuova società. Ho voluto realizzare quello che considero un sogno. In estate, sui social, sono stato attaccato dai tifosi, dunque credo che probabilmente l’accoglienza non sarà delle migliori. Li rispetto, comunque, e vado per la mia strada. Sarà una partita come le altre. Che vale tre punti. E anche un derby caldo. Qualcuno mi sfotterà, a cominciare dagli amici, è normale. Si tratterà di uno stimolo in più

 

Sulla sua infanzia. 

Abito ad un’ora da Messina. Quello di Ficarra resta il mio mondo. E dentro c’è il mio cuore: amici da una vita e famiglia. Da bambini, uscivamo da scuola e dovevamo solo scegliere: o “u chianu a Badia”  o “u cortile ru Comune”: due contro due, le panchine come porte. Messina era la nostra città ma io tifavo per l’Inter, altri ragazzini per la Juve. A casa siamo tutti interisti.

 

Infine sul campionato.

Quando ti chiami Palermo, non puoi fare calcoli perché contro di te chiunque dà il massimo. Il campionato è molto equilibrato, non bisogna sottovalutare neppure l’ultima. Sulla carta, i più insidiosi e costanti saranno il Savoia, i due Messina, nonostante le partenze difficoltose che comunque ci stanno, l’Acireale. E aggiungerei Licata e Giugliano.






Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *