L'INTERVISTA

La presidenza, le accuse e la
cessione: parla Giammarva

La presidenza, le accuse e la cessione: parla Giammarva



«Quella con il Palermo Calcio è stata una bellissima esperienza, entusiasmante e rifarei tutto»: così esordisce l'ex presidente del Palermo Giovanni Giammarva, che intervistato dal programma Zona Vostra ha parlato della sua presidenza del club rosanero, delle indagini a suo carico e della situazione attuale della società di viale del Fante: 

 

«Tutto è partito dalla Procura di Palermo. Lavoro con le procure di tutta la Sicilia da 25 anni, soprattutto con qyella di Palermo e con i pm che mi indagano, quindi mi conoscono dal punto di vista professionale. Non mi sono reso conto di come in pochissimo tempo da professionista stimano sono passato ad essere ritenuto ed identificato quasi un criminale o un delinquente. Questo perché avrei trasmesso alla Covisoc una situazione patrimoniale con un credito di 40 milioni di Alyssa mentre la Procura ritiene, e forse ritiene ancora che questo credito sia falso indagando anche me per ostacolo alla vigilanza, per un documento che non avevo firmato io peraltro». 

 

OPERAZIONE ALYSSA

«Alyssa può ancora scoraggiare potenziali investitori? Oggi non so come si possa definire ancora pericolosa l'operazione. Si è creata una plusvalenza, che adesso però è stata pagata tutta perchéera di 20 milioni e il credito da 40 è sceso a venti. Durante la fase in cui c'ero io il credito si è ridotto sensibilimente e ogni volta di necessità di liquidità la alyssa tramite zamparini metteva soldi. quindi il credito andava sempre riducendosi». 

 

DANNI SUBITI

«I momenti dell'indagine li ho vissuti con serenità e grande tranquillità. Nella mia vita ho avuto dolori molto forti quindi ho una certa resilienza a tutto quello che mi capita. Sapendo dell'onesta e professionalità che ho messo sempre nel mio lavoro ero tranquillo. Ho subito perquisizioni e attività, non solo io ma anche magistrati e altri professionisti, secondo me esagerate. Sono srato sicuramente danneggiato, in primis come danno d'immagine, molta gente non ha preso in cosiderazione queste incolpazioni ma è chiaro che è comunque un danno. Poi un danno patrimoniale, perché per via dell'ordinanza che non mi permetteva di svolgere i miei incarichi mi sono dovuto dimettere dalle cariche che ricoprivo. Ma è un danno che non ho subito solo io ma tutta la collettività per via delle spese fatte per mandare avanti queste indagini». 

 

DIMISSIONI

«Ero ritenuto un presidente di garanzia per via della mia esperienza professionale, per come ho lavorato nei miei 40 anni di carriera. Mi sentivo quasi un guardiano della Procura perché con me certe cose non si sarebbero mai potute fare. Mi sono dimesso durante un consiglio di amministrazione iniziato il 23 luglio e terminato il 27, il primo l'ho interrotto e avevo deciso di dimettermi perché volevo imporre dei controlli ben precisi sulla società per cercare di rimodulare certi costi, per migliorarla dal punto di vista reddituale e patrimoniale, difatti questi controlli li hanno imposti anche i revisori. Lì tuttavia c'è stata una presa di posizione da parte dell'allora direttore amministrativo e ho deciso di dimettermi. Quando ho chiamato durante il cda Zamparini per comunicargli la mia decisione è saltato dalla sedia e voleva incontrarmi come abbiamo fatto poi a Sappada. Con Zamparini ho avuto sempre un rapporto eccezionale, non è stato per un contrasto con lui che mi sono dimesso. Le dimissioni fanno capire anche il mio legame con la società che era un legame vero».

 

CONTROLLI

«Una grandissima soddisfazione l'aver lavorato per far sì che la società non fallisse. Io non sono appassionato di calcio e non ero mai stato allo stadio. Ho fatto tutto un controllo sui bilanci del Palermo per capire come era combinato dal punto di vista economico e dopo aver esaminato tutto ho capito che la società non doveva fallire, ed è confermato non solo dalla sentenza ma anche dal fatto che dopo mesi il Palermo è ancora qui e non è fallito. Se una città ha una squadra che può andare in Serie A è un miglioramento sotto tanti aspetti».

 

RISCHI

«Se processo a Zamparini può influire sulla vendita della società? Le due cose non incidono perché sono due posizioni diverse, quello a Zamparini è un procedimento penale personale e non può nuocere gli acquirenti del Palermo. Se tornerei a fare il presidente? Non lo so, intanto penso che nessuno me lo chiederebbe ma probabilmente si, a determinate condizioni e valutazioni. Nietzsche diceva che tutto quello che non uccide fortifica, e dopo tutto quello che è successo mi sento decisamente rafforzato». 






2 commenti

  1. salbar 243 giorni fa

    Nelle parole di Giammarva si leggono a mio avviso gli sviluppi futuri. Nessun acquirente di buon senso si accollerà oggi i 22 mln di Alyssa, un importo che Zamparini è costretto a rimborsare entro Giugno per dimostrare che il debito Alyssa non era falso. York Capital (o chi per essa) concluderà l'acquisto del Palermo solo dopo giugno 2019. Se Zamparini non pagasse ne subirebbe le conseguenze legali .

  2. huty 244 giorni fa

    Ma perché, a Pescara dovevamo perdere? Meritavamo di fare 9 punti in questo mini-ciclo (presunto) terribile.

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