LA DICHIARAZIONE

Palermo, Corini e il calcio
italiano. Parla Martin

Palermo, Corini e il calcio italiano. Parla Martin



Malaury Martin, una delle rivelazioni di questo inizio di stagione in casa Palermo, ha parlato a La Repubblica oggi in edicola.

 

Il progetto del Palermo mi ha entusiasmato. Quando sono arrivato in ritiro la gente mi ha accolto bene, mi sono sentito subito parte del gruppo e sono salito a bordo. Non sono l’ unico in questa squadra che ha giocato in altre categorie. Il progetto del Palermo e il suo stadio ci ha dato la voglia di venire a giocare qui. Questa categoria non c’ entra niente con il Palermo. Serie D? È difficile, non sai mai che giocatori affronti. Andare fuori casa è sempre complicato perché gli stadi sono diversi rispetto a quelli in cui ho giocato. Amico che ha in comune con Sagramola? È un italiano che conosce il direttore, non serve che dica il suo nome. Ci siamo incontrati per strada. Lui è un amico di famiglia: eravamo in pieno mercato, ero svincolato e gli ho raccontato che non trovavo stimoli nelle proposte che mi avevano fatto. Lui mi ha parlato del Palermo, del suo rapporto con Sagramola e gli ho detto quasi per scherzo di parlargli di me. Invece mi hanno chiamato

 

Sul paragone con Corini.

Non mi preoccupano le responsabilità, sono venuto qui per averle. Mi hanno fatto notare questa somiglianza. Non l’ ho visto giocare abbastanza per capire se mi muovo come lui. Ma so che ha fatto la storia nel Palermo, mi fa piacere che mi accostino a lui. Serie A? La mia idea è questa. Ma c’è tanta strada. Quest’ anno che sarà importantissimo e dopo vedremo come andranno le cose. Ma vorrei scrivere la mia storia a Palermo.

 

Continua...

Mi piacciono e ho vissuto bei derby come quello tra Monaco e Nizza. Il derby della Costa Azzurra è un bel derby. Ma pure quello di Edimburgo, piuttosto sentito e tosto con due club importanti come gli Hearts of Midlothian e l’ Hibernian.
Rimpianto? È la parola giusta. Resterà una delusione per me e per tutti quelli che si aspettavano altro. Ma anche le delusioni servono per andare avanti. Lì ho vissuto nove anni bellissimi, dal settore giovanile fino all’ inizio della mia carriera. Guidolin?Lui mi ha permesso l’ esordio in Ligue 1. Peccato che dopo sia andato via. Era un ottimo allenatore e credeva in me. So quello che ha fatto a Palermo. Purtroppo le nostre strade si sono divise, lui è tornato in Italia e io sono andato in Inghilterra. E non abbiamo avuto più contatti.

 

Conclude...

Ho sempre seguito il calcio italiano. Ma guardavo più i giocatori che le squadre: come Zidane quando è andato alla Juve. Questa estate mi chiedevo come fosse possibile che si verificassero situazioni come quella che ha vissuto il Palermo. Anche se ci sono stati casi simili anche in Francia. Non avevo mai pensato al Palermo, ma quando sei svincolato guardi un po’ tutto perché devi trovare la strada giusta. E quando c’ è un’ opportunità devi buttarti.






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