APPUNTI SPARSI

Palermo contro se stesso
Tre spunti dopo #PalLic

Palermo contro se stesso. Tre spunti dopo #PalLic



 

Uno. Il Palermo di Rosario Pergolizzi sotto non ci sa stare. Era già capitato a Biancavilla, nella complicata trasferta catanese che, pronti via, aveva dato ai rosanero il primo svantaggio di questo campionato: il tocco sfortunato di Roberto Crivello, la palla che gonfia la rete difesa da Pelagotti, i tifosi gialloblù in estasi. Un incubo, anzi no. Sono serviti 180 secondi per ribaltare i padroni di casa: reazione rabbiosa, compatta, efficace. Prima Ricciardo, poi Santana. 1-2, che sarà anche il risultato finale.
Stesso copione, tempi diversi anche contro il Licata, nell’ottava vittoria su otto partite.
Al 23’ l’incornata di Maltese ammutolisce i quasi 20 mila del Barbera; 5 minuti dopo Felici li fa esplodere; altri 120 secondi e Santana regala l’incanto.
Insomma per il Palermo lo svantaggio è una sberla in pieno volto, di quelle che non fanno poi così male, ma piuttosto servono a ridare vigore.

 

Due. Se dopo otto partite hai già otto punti di vantaggio sulle inseguitrici, non devi scappare da nessuno se non da te stesso. Alla squadra di Pergolizzi è bastato un mese e mezzo per dimostrare che blasone, storia e peso del proprio nome sono portati sul petto con consapevolezza e senso di responsabilità.
E quando chi dovrebbe insidiare il trono perde punti anche in campi alla portata, il grande avversario del Palermo rischia di essere proprio il Palermo. Al tecnico e al suo staff l’onere di tenere alta la concentrazione: mantenere questo passo senza il minimo accenno di fiato sul collo sarà un’impresa.

 

Tre. Al termine della sofferta vittoria di Biancavilla, i rosanero si sono sciolti in un unico urlo di liberazione, un metaforico abbraccio che ha voluto significare con forza che questo gruppo, che non più di 3 mesi fa non esisteva, oggi è una squadra vera. Contro il Licata un’altra dimostrazione di coesione assoluta, con la corsa di Felici, dopo il gol del pareggio, verso i compagni seduti in panchina.
Così il nuovo Palermo diventa una rete, con le maglie strette e resistenti, più forte degli avversari e dei normali contrasti che ogni squadra vive dentro lo spogliatoio.
E certo, il campionato è lungo, lunghissimo, ma oggi non c’è premessa che non faccia ben sperare.

 






1 commento

  1. Yes 25 giorni fa

    Si però cerchiamo di stare più coperti nel finale, che già per due partite di seguito abbiamo rischiato il pareggio... E sarebbero stati non otto ma 4 punti di vantaggio, nessun record ecc.... Occhio

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