L'INTERVISTA

Sforzini: «A Palermo per
scrivere una pagina di storia»

Sforzini: «A Palermo per scrivere una pagina di storia»



Parla Ferdinando Sforzini. L'attaccante rosanero a 34 anni non intende fermarsi e, intervistato dal Corriere dello Sport, torna sulla sua carriera fra tante squadre, gioie, rimpianti e obiettivi per il futuro: 

 

«Gli infortuni mi hanno impedito traguardi migliori. Il primo gol? Con il Sassuolo contro il Pizzighettone: stop di petto e pallonetto. Il più bello devo ancora farlo. Il naso lo hanno rimesso a posto, ho preso una gomitata. Contro il Palermo tutti si accendono, ma domani ci sarò seppur con la maschera. Nel 2016 dopo la frattura alla tibia sono uscito dal giro. L’età c’è, ma mi sento bene, a Palermo torno in pista per scrivere un pezzo di storia. Contro il Corigliano per la decima? Mai fermarsi».

 

FAMIGLIA

«Ho pianto due volte. Per mio figlio Marcello quando gli ho dedicato il gol in rosa e per una foto che mi ricordava il grave incidente. Sono separato e vive con la madre. Mi piacerebbe stargli vicino ma col calcio è difficile. Domani sarà al Barbera. Lui comunque accetta la nostra situazione. Giorni fa ha fatto i compiti con me, lo vedo cresciuto e sveglio».

 

PALERMO E PERGOLIZZI

«Un aggettivo per ogni compagno? Santana geniale, Pelagotti pazzo. Lancini geometra, Crivello grintoso, Martin professore, Martinelli onnipotente…i giovani? La nostra linfa. Pergolizzi non lo conoscevo. Persona vera, ti migliora sul piano caratteriale ed è un gran lavoratore. Ha inciso almeno al 60% sul nostro rendimento».

 

AVELLINO

«Pensavo di meritare riconoscenza. Si è chiusa una porta e si è aperto un portone, un capitolo spero stupendo. I migliori con cui ho giocato? Sanchez e Asamoah, ma sono un fiume: Politano, Candela, Sensini…».






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