LA DICHIARAZIONE

Palermo, Buffon e i gialli
Parla Pelagotti

Palermo, Buffon e i gialli. Parla Pelagotti



L'edizione odierna de La Repubblica ha intervistato l'estremo difensore rosanero Alberto Pelagotti. Il portiere ha analizzato la propria carriera, partendo dagli inizi, e l'attualità in casa Palermo.

 

"Sono sempre stato affascinato dai misteri ma il vero sogno resta quello di guidare una macchina di Formula 1. Mi piace pensare a come si possono risolvere i casi. Per questo mi attira tutto ciò che parla di investigazioni e gialli. Sono appassionato di storia dei casi italiani, dal delitto di Aldo Moro al mostro di Firenze. La Formula 1, invece, è sempre stato un sogno: l’adrenalina che ti lascia deve essere incredibile. Ho fatto qualche gara con i go-kart, ma non può nemmeno essere paragonabile a guidare quel tipo di macchine".

 

Continua... 

Leggo libri gialli o su argomenti specifici come quelli sul mostro di Firenze. Ne ho divorati davvero tanti su quel caso, almeno cinque o sei. L’ultimo caso che mi ha attirato è stato quello di Perugia, l’omicidio di Meredith Kercher. Ho letto anche qualcosa sulla mafia siciliana. Perché fare il portiere. Avevo sei anni, lo ricordo perché facevo l’attaccante e l’allenatore mi disse che avrei dovuto continuare la tradizione di mio padre Vinicio. 

 

Le prime parate. 

Ho messo un paio di guanti piccolini e piano piano sono cresciuti insieme a me. Mi cambiarono ruolo non perché non fossi bravo in attacco, ma perché notarono che quando mi mettevano in porta sapevo cosa fare. Il portiere lo devi voler fare, è un ruolo particolare. Giochi da solo in un uno sport di squadra. È enigmatico: ci sono dieci giocatori più il portiere. Ti puoi costruire o imparare i trucchi del mestiere, ma se non hai qualcosa dentro non lo fai. Buffon era centrocampista fino a dieci anni, poi lo hanno messo in porta. Qualcuno mi ha detto che ho qualche atteggiamento che richiama Buffon. Lo conosco, ho avuto la fortuna di incontrarlo grazie al calcio. Mi piace ispirarmi a lui per tante cose. E ci siamo scambiati tante maglie.

 

Quindi Buffon come esempio? 

Lo è anche se cerco di guardare le caratteristiche di tutti i portieri che incontro. Quando ero all’Empoli e ho fatto il secondo in A e oltre a guardare il nostro portiere Skorupski, Balli o Bassi, guardavo il portiere avversario per capire come interpretava il ruolo o come si riscaldava. Alla fine però il modello è l’inesauribile Buffon. È sempre stato il numero uno e nonostante l’età può dire la sua tranquillamente. Mi piacerebbe una carriera lunga come la sua.






1 commento

  1. noitifosidelpalermo.jimdo 10 giorni fa

    Grande Pelagotti

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