LA REPUBBLICA - SECONDA PARTE

La carriera, il presente e gli
errori. Pelagotti si racconta

La carriera, il presente e gli errori. Pelagotti si racconta



Alberto Pelagotti intervistato da La Repubblica ha anche parlato della sua carriera e del suo presente.

 

"Sono soddisfatto in parte, ma non sono soddisfatto di tante scelte. Qualche soddisfazione me la sono tolta, anche se forse sono più le delusioni che le soddisfazioni. Qualche rimpianto c’è sempre: ne ho vari, ma ora a trent’anni posso dire di avere trovato la mia quadratura“.

 

Continua... 

Sono sempre stato una persona pura e sincera: mai una doppia faccia e forse questa cosa l’ho pagata.

 

 

La parata più bella. 

Parate belle ne ho fatte tante, così come ho preso anche tanti gol stupidi. Però dico quella che ho fatto l’anno scorso con la maglia dell’Arezzo contro la Pro Vercelli su un colpo di testa di un difensore che avevano chiamato per giocare nel Palermo questa estate, Alessandro Crescenzi. Me la porto dietro come se fosse la parata di una vita, sensazionale.

 

 

Infine un pensiero sui campi sintetici. 

Sono contro i campi sintetici. L’erba naturale non tramonta mai e il sintetico dà noia. Non è un caso che il Palermo abbia tutti questi infortuni: vedi Corsino, Sforzini, Santana al quale ogni tanto gli si riacutizza il dolore al polpaccio o Crivello. Per tendini e muscoli è come allenarsi sul cemento. Il campo in erba ci farebbe migliorare anche a livello di condizione fisica. Il Palermo è forte, sta bene, ma si allena sempre sul duro.

 

Quindi? 

Potremmo guadagnare tranquillamente fino a un venti o venticinque per cento in più. Purtroppo per ora abbiamo solo questo e non c’è altra soluzione. Al Barbera, invece, tuffarsi è un piacere.






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