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Calcio, Palermo e altre passioni
Parla Felici

Calcio, Palermo e altre passioni. Parla Felici



Ospite della puntata di "Siamo aquile" in onda su TRM, il giovane attaccante del Palermo Mattia Felici ha parlato di come raggiungere i propri obiettivi, dei percorsi da fare e di come è nata la passione per il calcio:
 

«O ci stai con la testa o non arrivi agli obiettivi. Ho cominciato a cinque anni a giocare a calcio. Serve tanta testa, un’alimentazione corretta. Bisogna fare una vita sana per arrivare in alto. Altre passioni? Io prima di giocare a calcio facevo minimoto con mio padre e mi è rimasta la passione. Ho anche fatto qualche corsa in pista. Per mia mamma era pericoloso e quindi sono passato al calcio (ride, ndr)».

 

INIZI E PALERMO

«Da bambino all’età di 9 anni mi ha chiamato la Lazio ed è stato bello, anche se sono tifoso della Roma.  Se siamo diventati molto sicuri di noi? Noi ci conosciamo ancora di più e contro il Corigliano c’è riuscito tutto. Al “Barbera” senti tutto il calore dei tifosi e fuori casa è molto diverso e molto difficile. In casa i tifosi ti danno una spinta in più. Per me è più importante fare una certa prestazione e arrivare al risultato –ammette–, il gol poi si vedrà. Davanti alle telecamere c’è ansia, ma ti abitui. Spero davvero di essere un predestinato . Quando ho esordito contro l’Ascoli con la maglia del Lecce è stato bellissimo, mi tremavano le gambe».

 

NEYMAR, ILICIC E PASTORE

«Neymar? Sì è un idolo. Come salta lui l’uomo è incredibile. Messi e CR7 sono i più forti, ma Neymar ha un altro tipo di gioco. Riesce sempre ad uscire fuori bene. Ilicic? Mi chiamano Felilic (ride, ndr); spero davvero di assomigliargli, è un grande giocatore. Se posso essere simile a Pastore? Forse lui è più lento nelle giocate rispetto a me –spiega– , ma effettivamente mi assomiglia. Il mio ruolo preferito è l’esterno destro d’attacco in un 4-3-3. Io mi trovo bene sia a destra che a sinistra».

 

LA CATEGORIA

«Già dallo spogliatoio si vede che non  è una Serie D. È una Serie D finta secondo me. Mister Pergolizzi vuole sempre che arretri e che aiuti la squadra. Noi ci siamo meritati le dieci vittorie. Abbiamo sofferto a Marsala, a Biancavilla e a Nola. I tifosi a Nola si sentivano davvero poco e abbiamo avuto delle difficoltà. Sì, per gli altri avere venti mila persone allo stadio fa paura. Il mio primo gol con la maglia rosanero non lo dimenticherò».

 

LA CITTÀ

«Vedere i tifosi che ti riconoscono è bello, ma tengo i piedi per terra. Palermo è una bella città ed è come Roma. Il rapporto con la cucina palermitana? Si mangia bene. Ogni sera prendiamo arancine, cannoli. Qui a Palermo mi piace come fanno il pesce. Paccheri e riso alla marinara. Se i soldi possono cambiare la vita? Beh ancora non guadagno chissà che cosa (ride, ndr). Quando ho scelto Palermo Liverani mi ha fatto i complimenti “è una grande piazza”».

 

PERGOLIZZI

«Con il mister puoi parlare liberamente. Sempre disponibile, ti aiuta sempre e mi fa molto piacere. Mi ha accolto molto bene. La Serie D? Non avendone mai fatta, non mi aspettavo un campionato così difficile».

 






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