PROCURA

Fallimento Palermo, chiesto
processo per Giammarva

Fallimento Palermo, chiesto processo per Giammarva



La Procura ha chiesto il processo per Giovanni Giammarva, ex presidente dell’U.S. Città di Palermo, e per altri sette imputati legati all'indagine riguardante il fallimento della vecchia società ovvero gli ex sindaci Enzo Caimi, Michele Vendrame, Antonio Lo Mauro e Andrea Favatella, la segretaria di Maurizio Zamparini Alessandra Bonometti e il commercialista Anastasio Morosi.

 

Come scrive Francesco Patané per Repubblica Palermo l'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Guarnotta dell'11 ottobre non è andata a buon fine a causa dell'assenza del legale di Giammarva per malattia. I reati contestati ai sette imputati sono quelli riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di fondi di provenienza illecita e sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposte. Stando a quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza per l'ex presidente rosanero era impossibile, dato il suo ruolo nella società, non essere a conoscenza degli artifici finanziari atti a pareggiare i bilanci, Morosi invece sarebbe l'ideatore del sistema di pareggio di bilancio per poter iscrivere la squadra ai campionati, Bonometti si sarebbe invece prestata ad essere procuratore speciale nel noto affare di cessione del marchio a Mepal e Alyssa mentre l'accusa per i due sindaci sarebbe di non essersi accorti di quanto stava accadendo in seno alla società.

 

Giorno 8 novembre, come scrive sempre Patané, è prevista la seconda udienza ma è alto il rischio che finisca come la precedente. La volontà della procura sarebbe quella di attendere la conclusione dell'udienza preleminare con eventuali rinvii a giudizio per i sette indagati, per poi provare a riunire in un unico procedimento i fascicoli relativi ai processi a Giammarva e Maurizio Zamparini e riconsiderare l'ipotesi di bancarotta fraudolenta dopo il fallimento del vecchio Palermo. Indagini che non escludono Arkus Network e i fratelli Tuttolomondo, che stando alla relazione presentata dai periti del tribunale fallimentare avrebbero dissipato capitale del vecchio club per più di 20 milioni di euro. 






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