IL FINE PENSATORE

Cogito ergo
Martin

Cogito ergo Martin



Palermo e il Palermo.

Un binomio tra città e squadra che si è sublimato sin dall'alba di questa stagione. Un inizio particolare, inconsueto, per una realtà come quella rosanero abituata a latitudini più nobili rispetto al torneo dilettantistico.
Un campionato sconosciuto in cui il nuovo Palermo firmato Mirri-Di Piazza si è saputo calare con aulico stoicismo.
Sì parte da Marsala, poi il San Tommaso con pausa a Roccella, in oriente a Marina di Ragusa e perché no una piccola deviazione a Messina, c'è anche la Cittanovese per poi fare un salto all'ombra dell'Etna in quel di Biancavilla e preparare il salotto di casa per il Licata. Ovviamente sosta a Sacchitello obbligatoria.


Sembra un tour, in realtà sono le avversarie che il Palermo ha seminato lungo il selciato. Otto come la differenza dalla seconda, Otto come l'infinito, Otto come la capacità di raggiungere risultati costanti. Otto sinonimo di virtù nel dominio della propria forza, sia materiale che spirituale. Otto come il numero disegnato sulle spalle di Malaury Martin.
Il regista francese, giunto in quel di Petralia Sottana il 12 agosto, ha incantato subito il tecnico Pergolizzi che gli ha depositato la virtù del sapere.
Da fine pensatore francese, consapevole di come l'assunto cartesiano, cogito ergo sum, sia imprescindibile nel calcio moderno, Malaury si è adagiato in cabina di regia dispensando fosforo e arcobaleni alla compagnia.


Sconosciuto ai molti, riconosco in tal senso il mio limite, l'ex Monaco è stato l'autentico capolavoro di mercato della coppia Sagramola-Castagnini.
Testa alta, tecnica sublime, velocità di pensiero e una visione totale che gli permette di disegnare orizzonti là dove gli altri (intra)vedono il nulla.
Se è vero il postulato secondo cui il reparto più importante nel calcio, indipendentemente dalla categoria, è il centro del campo, si comprende il perché la ciurma rosanero stia regalando dolci domeniche ai suoi tifosi.
Partito da Monaco, dove è iniziata la sua carriera, per spostarsi in Svizzera via Inghilterra, poi la Scozia intervallata dalla parentesi norvegese.

 

Ne hanno fatta di strada quei mocassini prima di calcare l'asfalto palermitano, meglio ancora, il litorale di Mondello.

Martin, dopo aver girato il mondo, pare aver trovato la propria dimensione al cospetto del cielo siciliano, lì al centro del manto erboso della Favorita, dove il tutto si crea sotto lo sguardo fiducioso del suo popolo.

Il regista rosanero, consapevole di se stesso e della responsabilità che questo comporta, continuerà a dipingere visioni, celate ai molti non a Lui: abile e astuto pensatore francese, con buona pace di Cartesio, cogito ergo Martin.






1 commento

  1. Ciccio 20 giorni fa

    Un grande anzi mi n grandissimo

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