PENSIERI

C'era una volta
Mirrilandia

C'era una volta Mirrilandia



Rinascere. Era questa la missione che Dario Mirri ha deciso di assumere in un giorno di estate inoltrata quando ha acquistato il Palermo Calcio.
Da dove venisse era cosa ben nota, dove fosse diretto un po' meno. Sì, perché quando inizi un percorso, per quanto le tue visioni siano auliche, il tutto deve fare i conti con la realtà.
Nel calcio tale dimensione assume le sembianze di un manto erboso, è lì che la sfera determina presente e futuro di una squadra.

Dario Mirri, nipote di Renzo Barbera nonché innamorato dei colori rosanero, ben consapevole di come questo sport nasconda insidie più o meno celate non ha temuto la sfida anzi, l'ha esaltata traslandola nel più nobile gesto d'amore che il Dario tifoso potesse fare.


Chiunque, chiunque, al suo posto, consapevole anche di quanto fosse accaduto pochi mesi prima, avrebbe evitato di indossare i panni di "presidente", non Dario.
Lo scriviamo tra mille virgolette l'epiteto presidente consapevoli di quanto Lui non ami le etichette.
Preferisce definirsi tifoso tra i tifosi, semplicemente il sempre e eterno innamorato della squadra della sua città.
Chiunque avrebbe detto "no grazie", chiunque, non Dario.


Così ha presentato, insieme ai suoi collaboratori, il progetto al sindaco. Il progetto, ribadiamo, non Un progetto: perché il sogno di Dario non è mai stato "soltanto" la vittoria, quanto più nobilmente (ri)dare alla sua gente il Palermo. Far rifiorire quell'amore, sopito per tanti anni, che il popolo rosanero con sofferenza aveva nascosto nel più recondito spazio del proprio cuore.
Direte, sono trascorse soltanto otto giornate è presto per i peana o i canti di giubilo. Vero.
Ma questo non vuol essere né uno né tanto meno l'altro, li lasciamo a posti più sacri che ad un campo di calcio.
Ma se è vero che il calcio nella realtà di Palermo ha sempre avuto valore di culto, pagano sì, ma culto, è altrettanto cosa buona e giusta riconoscere a Dario la capacità di aver, quanto meno, riacceso la passione della gente.


Quasi venti mila anime per una partita di serie D è un dato che di per sé basta, empiricamente, a dire che la strada è senza alcuna perplessità quella maestra.
Poco importa la categoria. Come l'amore per una donna: ami punto, a prescindere da tutto.
Gli otto sorrisi consecutivi non sono altro che lo specchio del dolce vento che da luglio abbraccia Viale del Fante.: poco importa se ancora c'è qualche scettico sempre pronto a porre interrogativi oppure ombre sul futuro.
Per sapere chi sei non puoi mai dimenticare da dove vieni, per questo il fallimento vidimato dal Tribunale in questi giorni serve semplicemente per ricordare la sofferenza patita, le lacrime amare versate nel recente passato.


Manca ancora tanto per tornare là dove il Palermo merita, il percorso è ancora lungo e tortuoso, la strada che conduce al cuore è piena di lacrime ma, certamente, il nuovo mondo rosanero sembra avere qualcosa di diverso rispetto a prima.
La gente sente propria la squadra, perché il simposio plasmato tifosi, società e squadra è palese e sotto gli occhi di tutti.
E pazienza se c'è ancora chi storce il naso, non si capisce per quali precisi motivi, sarà il tempo a mettere ogni re sul suo trono e ogni pagliaccio nel suo circo.


Intanto Dario continua la sua rivoluzione: nel suo mondo incantato, fatto di amore per la bandiera rosanero e di valori ancestrali che il calcio di oggi ha perso, ma di cui ha maledettamente bisogno.
Mirrilandia è ancora nella sua fase embrionale e, come tutte le cose belle che provano a crescere, ha bisogno di pazienza, comprensione, amore per potersi plasmare e anche critiche, sì ma costruttive. Da parte di tutti, nessuno si senta escluso: tifosi, stampa e addetti ai lavori.
Intanto il presente chiama e dopo Licata il pensiero è rivolto alla trasferta di Nola, altra lotta, diversa battaglia.


Ma ora, come mai, queste parole non fanno paura perché il Palermo solo non è più, e accanto a Dario ci sono altre ventimila persone lì a proteggere e vedere crescere il nuovo sogno chiamato Palermo.
E questa è realtà, con buona pace di eventuali soloni o nostalgici del nulla.
Ci si inebria ammirando il percorso, consapevoli di come sia ancora tutto da scrivere ma consci, forse come mai, del proprio essere e di cosa Palermo significhi.
Un giorno, magari, ai nostri nipoti racconteremo una favola.
C'era una volta Mirrilandia...






18 commenti

  1. Chi non zompa è zampa 20 giorni fa

    @AGLR. No al nichilismo, no all’entropia, no all’imbecillità. NO AI TROLL!!

  2. Aggregazione galattica lame rotanti 20 giorni fa

    Ma no, @ChiNonZampa, io sono molto ottimista quando scrivo del 2089, ché realisticamente parlando non si vedranno campionati di Serie A al Barbera (che nel frattempo avrà cambiato nome) non prima del prossimo secolo... #OltreIl2089

  3. Rubini 20 giorni fa

    Il BANCOMAT, strumento prodigioso, una delle più grande invenzioni dell'era moderna. Almeno per chi, come me, ricorda lunghe file davanti agli sportelli degli istituti bancari, anche solo per prelevare dei contanti, dal proprio deposito. Ma di per sé non è altro che una macchinetta, che può essere del tutto inutile, come una distributrice di Coca Cola, senza Coca Cola. Insomma, bisogna 'CARICARLO' il bancomat, di banconote. Altrimenti non è altro che un pezzo di ferro e una scritta, 'prelevamento non disponibile'.

  4. Rubini 20 giorni fa

    7/13. Ma non è record. Mirabile il georgico, autobiografico, i suoi interessi, il suo mondo. Beatus ille qui procul negotiis ... Orazio (a Clarabella), de sparacello.

  5. Fabio 20 giorni fa

    Tranquilli aggregazione é quello che diceva che Mirri ci portava in Eccellenza. Non ne becca una. Lui tifava per il Palermobancomat

  6. Chi non salta è zamparini 20 giorni fa

    Anche questo godibilissimo articolo che racchiude mirabilmente l'essenza di un rinnovato amore verso questi sacri colori rosanero è - ahimè - infettato dal nichilismo più becero che si possa concepire. Augurare di ritrovare la A fra decine di anni è quanto di più turpe si possa augurare ad una comunità di sportivi e appassionati rosanero. Che neanche i catanesi.Non credo ci sia la piena consapevolezza dello scempio che si fa di se stessi. Questo attenua un pò la gravità dell'augurio ma è una sentenza inappellabile di dabbenaggine per chi l'ha pronunciata. E mi vengono a parlare di insulti!!!!!

  7. Il Moro 21 giorni fa

    Ma come un ti siddia ma finiscila, dedicati o giardinaggio milinciani pumaruoru, un canuzzu, ora x esempio iniziano le piogge ci sunnu vurrani, cavuliceddi, giri, spinaci, ri iri a cuoghiri, anche la pesca può dare belle soddisfazioni una barchetta poche migliaia di euro ti allontani qualche centinaio di metri dallo spizio marino e credimi riscopri te stesso.....

  8. Blackmamba 21 giorni fa

    Provengo da una bella vacanza tra Olimpia, Atene, e Kotor, dove in quest'ultima tra meravigliosi fiordi e acque cristalline, ho scoperto che i GATTI vengono venerati e rispettati in modo incredibile. Li vedi così tranquilli e mansueti come vivessero in una grande riserva naturale, mai visto nulla del genere. Capirete che dopo Cariatidi, Partenone, Agorà, e una filosofia millenaria, guardo con un certo distacco chi banalmente attacca un presidente che ci ha portato a credere in un progetto serio e onesto e ridato speranza. Anche in D possiamo essere felici per un gol e sognare traguardi.

  9. Francesco 70 21 giorni fa

    Grandissimo articolo.Mi trovo pienamente d'accordo.Ogni re avrà la sua poltrona,i pagliacci in questo sito sappiamo chi sono...Poveri SOLONI.....

  10. Rubini 21 giorni fa

    @Alessandro, l'emblema è Di Piazza, tutto anema, core e Palermo, ma tifoso sfegatato dell'Inter (come dimostrano alcune, ingenue, fotografie, con stemmi ben visibili). Milioni e milioni di tifosi, tanto che doveva esserci la folla a contendersi la rinascita del Palermo ('Il Palermo fa gola', disse ciurimambo, qui alfiere degli Anti). Poi solo in 6 (SEI, di cui almeno la metà invitati per far 'numero') parteciperanno al bando, il cui esito, anche a detta degli addetti ai lavori (palermitani), era già prefissato. Scontato.

  11. Totuccione 21 giorni fa

    riscussi i ru liri....

  12. Aggregazione galattica lame rotanti 21 giorni fa

    La favola inizierà nel 2089, io già mi preparo.

  13. Il Moro 21 giorni fa

    Picca sunnu .......ru litri....abbondiamo quattru anzi anzi perché no restiamo a tema facciamo .....ottooooooo Grazie presidente Mirri...

  14. Alessandro 21 giorni fa

    Scusate non sono solo 20.000 mila, ci sono i milioni di tifosi sparsi all estero e al nord Italia, ci sono decine di migliaia di tifosi che aspettano altri palcoscenici per ritornare allo stadio, non cominciamo a dare etichette, mirri ha preso una grande cantonata quando dichiaro che siamo solo 5000.non fate lo stesso errore, Palermo e la miglior piazza d'Italia, sono sicuro che con gli stessi obbiettivi del Napoli non vi basterebbero 2 Renzo Barbera

  15. Fabio 21 giorni fa

    Certo noi eravamo felici a zampalandia dove decine di milioni di debiti venivano magicamente coperti autovendendosi il marchio...

  16. Chi non zompa è zampa 21 giorni fa

    riscussi i ru litri...

  17. Totuccione 21 giorni fa

    riscussi i ru liri....

  18. Rubini 21 giorni fa

    Mancano un paio di puntate, manca tutto l'inizio, che forse è meglio per tutti cancellare, con una di quelle grandi gomme, a forma di faccina sorridente. Letta così, questa è una favola ascoltata mille volte, anche al cinema. Da 'Cenerentola' di W.Disney, a 'Pretty Woman' (che è in fondo sempre la storia di 'quella gran cxlo di Cenerentola'). 'Voglio la favola' e il prodigio si compie, anche se il principe azzurro ha la faccia, un po' da merluzzo, di R.Gere. A svegliare la platea, nel finale del film ci pensa uno strillone, con il suo arrivederci ad Hollywood, l'unico grande Paese dei Sogni.

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