INTERVISTA

Arkus, stipendi e futuro
Parla Rispoli

Arkus, stipendi e futuro. Parla Rispoli



 

In un'intervista rilasciata a Tuttomercatoweb l'ormai ex terzino destro del Palermo Andrea Rispoli, andato in scadenza il 30 giugno e ora libero di firmare per qualsiasi squadra, ha parlato di quello che sta succedendo in casa rosanero esponendosi per primo come giocatore fornendo un'altro punto di vista dopo le tante dichiarazioni rilasciate dalla società:

 

“L’obiettivo della squadra da quando siamo andati in B è sempre stato quello di provare a portare il Palermo in Serie A, anche se gli ultimi anni sono stati complicati perché siamo andati incontro a tanti punti interrogativi - ha detto il giocatore - Arkus? Oltre alle chiacchiere non hanno mai dimostrato nulla. Ci avevano dato grandi rassicurazioni e poi è venuto fuori quello che sappiamo tutti. Palermo non merita questo. Negli ultimi anni la dignità è stata calpestata abbondantemente. Abbiamo vissuto solo tanti cambiamenti societari, tante incognite e tanti punti interrogativi. I Tuttolomondo non mi hanno mai ispirato fiducia, né loro e né gli inglesi. Chi ha fatto di tutto, forse più delle sue competenze, è stato Rino Foschi: ha dato l’anima per il Palermo".

 

MANCATA ISCRIZIONE

“Una cosa del genere non ce l’aspettavamo dopo tante chiacchiere. Avevano preso Marino, un allenatore importante che avrebbe fatto bene. Poi tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. Il rinnovo? Mi avevano proposto il rinnovo già durante l’era Zamparini. Poi a gennaio mi era stata fatta un’altra proposta ma non avevo fiducia nella nuova proprietà inglese. Nonostante Stellone avesse provato a mediare cercando di convincermi, sapevo e pensavo che gli inglesi non dessero garanzie".

 

TROPPI CAMBIAMENTI

Baccaglini, i tanti direttori sportivi, gli inglesi, le nuove proprietà... La salvezza contro il Verona all’ultima giornata, la mancata promozione dell’anno scorso dove ci hanno rubato la finale, abbiamo visto di tutto. Quest’anno già a febbraio c’era il rischio che gli stipendi saltassero. Non siamo riusciti ad andare in A, ci giocavamo il terzo posto e poi è arrivata la sentenza che ci ha tolto i playoff. La promozione sarebbe stata ossigeno. Se procedere legalmente per gli stipendi? Quello che farà tutta la squadra per me andrà bene. Seguirò le decisioni del gruppo. Al di là dei nostri stipendi è fondamentale tutelare tutti i dipendenti della società. Bisogna tutelare tutto il Palermo Calcio. Futuro? Ci penserà il mio procuratore. Intanto penso alla famiglia, al matrimonio imminente. Ci sono varie situazioni. Decideremo insieme al mio agente. Chiaramente mi auguro di tornare in Serie A, vedremo".


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1 commento

  1. Terenzio 82 giorni fa

    Gentile Redazione, avete messo un apostrofo di troppo... 'un'altro'. Invece Rispoli abbonda... coi punti interrogativii. 830.000 euro l'anno costavano lui ed altri suoi colleghi, e giocavano contro calciatori pagati 10 volte meno, avrebbero dovuto vincere il campionato con 20 punti di distacco dalla seconda classificata, hanno fallito e a causa anche di loro è fallito pure il Palermo. Perché la serie A avrebbe salvato il Palermo. Perlomeno non venga a parlare di dignità calpestata.

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