Posavec è una scommessa: al Palermo piace rischiare
Il croato titolare. Un rischio calcolato? Da Santoni a Sirigu, fino a Rubinho, Agliardi e Ujkani: quante storie tra i pali.
Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi, diceva Einstein. Il Palermo prova a sovvertire questo assunto a proposito del ruolo più delicato: quello del portiere. Chi lo ricopre è consapevole dei rischi che si corrono, specialmente in Italia, nel momento in cui si incappa in un errore, con l’eventualità di sprofondare dalla gloria alla polvere nel giro di un istante. Pericoli che vengono amplificati quando a essere lanciato è un giovane sprovvisto di quel pizzico di malizia necessaria, pur assistito da un secondo navigato in grado di subentrare qualora l’esperimento dovesse presentare qualche intoppo.
Zamparini ha deciso di puntare su Josip Posavec: è bastata una presenza, nella sfida terminata a reti inviolate contro il Bologna, per convincere il presidente a fidarsi del croato classe ’96. L’ennesima scommessa nel solco di una tradizione che, in passato, raramente ha garantito riscontri positivi. Andò male con Santoni, promosso a titolare dopo un pirotecnico 3-3 con la Lazio nel 2004-05. L’anno successivo il romagnolo ebbe un rendimento disastroso, che diede vita a un’alternanza tra cinque portieri.
Dopodiché toccò ad Agliardi: ancora papere, su cui ci mise una pezza Jimmy Fontana. Con Ujkani furono diversi i tentativi, tutti andati a vuoto. L’ultimo alla vigilia del campionato 2014-15, incenerito dal tonfo in Coppa Italia con il Modena che restituì i galloni da titolare a Sorrentino. Una sola eccezione: Totò Sirigu, lanciato da Walter Zenga al posto del calamitoso Rubinho. Da quel momento l’inizio di una carriera di spessore, culminata nel passaggio al Paris Saint Germain. L’auspicio è che Posavec, accompagnato da referenze di valore, possa seguire le orme del sardo. Il primo ad augurarselo è proprio Zamparini.
Redazione