Palermo, non solo l'attacco. La difesa è un colabrodo
Si segna poco e si subisce tanto. In attesa del mercato serve equilibrio. Altrimenti la B rimane uno spauracchio.
Sinora si è sempre detto: il Palermo fa fatica a segnare. Dato evidente, con i rosa a segno una volta ogni 144 minuti. Attacco incompleto, sterile, sin qui salvato dalla tempesta di critiche, più o meno inevitabili, dall'exploit di Ilija Nestorovski, i cui tre gol sin qui realizzati rappresentano il 60% di quanto è stata capace di produrre la squadra di Ballardini prima e De Zerbi poi nei primi due mesi di campionato. Mercato inadeguato, assenza di uomini di esperienza: concetti arcinoti, inutile rimuginarci su. Sino a gennaio la situazione non muterà.
In soccorso di una squadra che palesa delle lacune in fase offensiva, dovrebbe arrivare il reparto difensivo. Se segni poco e non subisci tanto, puoi riuscire a rimanere sulla linea di galleggiamento. I problemi si verificano quando la retroguardia comincia a scricchiolare. Nel caso del Palermo, le cose non stanno andando nel migliore dei modi. Nulla a che vedere con i quattro gol incassati contro il Torino, che hanno comunque relegato i rosanero al quintultimo posto nella speciale classifica dedicata alle difese.
Il problema sta a monte. Nelle prime otto uscite Posavec e compagni solamente in un'occasione sono riusciti a mantenere inviolata la loro porta: a Bergamo contro l'Atalanta, non a caso l'unica gara sin qui vinta dalla formazione di De Zerbi. Un dato che, al di là della bontà delle prestazioni, evidenzia la mancanza di quella solidità necessaria per mantenere la categoria. Curare certi dettagli in attesa della riapertura del calciomercato può rivelarsi fondamentale: bisogna mettere fieno in cascina, in attesa dell'inverno.
Redazione