Mille gare in serie A. Mille motivi per riempire il ''Barbera''

Contestazioni, polemiche, proteste e poco spazio per la passione. Adesso è il momento dell'amore a tinte rosanero.

Mille gare in serie A. Mille motivi per riempire il ''Barbera''

Andare allo stadio e tifare per il Palermo. Che è la maglia, non una dirigenza. Il Palermo è la storia che da decenni si accompagna ai colori rosanero, e per questo va supportato e difeso tra le mura del “Renzo Barbera”. Non si va allo stadio per incitare i direttori sportivi a lavorare meglio, né per accompagnare la corsa al portafogli dei presidenti. Semplicemente perché in campo ci sono i giocatori, quelli forti e meno forti, i giovanissimi e i più esperti, ma esclusivamente loro: i giocatori con la maglia del Palermo.

 

Va avanti da tempo la contestazione in atto contro le strategie che questa dirigenza ha scelto di adottare negli ultimi anni. Strategie opinabili, al netto delle ottime plusvalenze accumulate, che hanno comportato uno spostamento degli obiettivi da perseguire: il Palermo europeo ha lasciato spazio a un Palermo in una costante lotta per non retrocedere. La protesta, che come obiettivo finale ha quello di migliorare le prestazioni e i risultati della squadra, non può essere allo stesso tempo un handicap per chi scende in campo. Questo va evitato, specie in un momento storico come le mille partite in serie A.

 

Il “Renzo Barbera” è stato un fortino, a tratti inespugnabile, che ha conservato e rinnovato il sostegno ai colori rosanero in ogni categoria e con ogni dirigenza, e non sono lontani i tempi in cui una neopromossa riempiva lo stadio con i soli abbonamenti. Lì si tifava per la maglia e per i giocatori, non per il presidente. Ecco perché il “Barbera” semivuoto è un’occasione persa, un’arma indispensabile disinnescata volontariamente. Lo ha detto De Zerbi, lo ha detto Vitiello, lo dice ogni domenica chi sugli spalti non ha abbastanza voce: i tifosi del Palermo vadano allo stadio, perché è l’unico modo per sostenere colori che non possono mai perdere di fascino.