INTERVISTA

La scelta Palermo, la famiglia
e le origini. Parla Floriano

La scelta Palermo, la famiglia e le origini. Parla Floriano



 

Un colpo di mercato arrivato proprio i primi giorni di gennaio e che ha subito ripagato la fiducia del Palermo. Roberto Floriano, che è reduce da due stagioni al Bari, ha già messo a segno il suo primo gol in maglia rosanero. Il centravanti è stato l’autore del gol vittoria contro il Roccella.

Il numero 25 rosanero è stato intervistato dal Corriere dello Sport, di seguito le sue dichiarazioni:

 

 

«Perché il Palermo? l’ho preferito alla C. La piazza è prestigiosa, la società solida, il progetto ambizioso. Il mio sogno è portare i rosa in B. La A? Già, a parlare di B, sto andando oltre».

ORIGINI
«Sono nato ad Albstadt. Papà Luigi di Lecce, e mamma Giuseppina di Avellino, si sono conosciuti in Germania. Ci siamo trasferiti a Legnano, quando l’Inter mi ha scelto. Avevo 12 anni, ai genitori non davo respiro: “Voglio giocare, voglio andare via...” Interpretavo il desiderio dell’italiano all’estero che spera sempre di tornare al proprio paese».

 

L’INIZIO DI TUTTO E LA FAMIGLIA
«Cosa mi ha fatto nascere la passione per il calci? Usa ’94. Roberto Baggio era ed è il mio idolo. Lui mi ha fatto innamorare di questo mondo. La mia famiglia? La mia compagna si chiama Stefania, la bimba Sofia e ha tre anni. Quando è nata e, me la sono ritrovata in braccio, ho capito cos’è la vita. Oggi, mi raggiungono, sarò più sereno».

 

NUMERO DI MAGLIA
«Sono legato al 10 di Baggio e al 7 di George Best, personaggio che mi ha affascinato. Non erano disponibili. Così ho fatto scegliere a mia figlia tra il 18 e il 25. Lei ha pescato il 25 che, mi hanno spiegato, porta positivi cambiamenti di vita. Si sa, i bambini hanno un filo diretto con il cielo. Poi 2 più 5 fa 7, come Best».

 

L’ARRIVO ALL’INTER
«La prima immagine appena arrivato a Milano? Ronaldo, il fenomeno. Subito dopo arrivò Baggio e quando facevo il raccattapalle, cercavo in ogni modo di stargli vicino».

 

MESSINA E SAVOIA
«Abbiamo vinto le ultime due con scarto minimo, creando diverse occasioni. Significa che la squadra c’è. Savoia? Con cinque punti di vantaggio, basta vincere sempre»

 





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