Gilardino, MZ e la logica al contrario
Il presidente va ancora dalla parte sbagliata: difende giocatori improponibili e sega quelli che l’hanno salvato.
E’ assolutamente comprensibile il disorientamento dei tifosi sulla vicenda Gilardino. Che, chiariamolo subito, non è un fulmine di guerra, non è Messi, non è uno che può da solo far volare il Palermo. Anzi, diciamola tutta: è un giocatore che ha cominciato la fase calante della carriera. Però, è stato uno di quelli che ha salvato il Palermo dalla retrocessione, dando lezioni in campo e fuori. Nel Palermo degli attaccantivic che picciono tanto a Zamparini risulta comunque un gigante.
Quel che stupisce, ancora una volta, è la tempistica e la dinamica di alcune decisioni sempre meno comprensibili del presidente Zamparini?. Ma non l’ha ingaggiato lui Gilardino? Non gliel’ha fatto firmare lui il contratto triennale? Non era presente e non era cosciente quando l’ha presentato tra squilli di trombe e rulli di tamburi? Eliminare chi ha fatto il proprio dovere, chi ti ha aiutato a non affogare, è qualcosa che non va bene, soprattutto se questa abitudine, questa strategia, questo modo di fare diventano sempre più frequenti, così come diventano sempre più frequenti la difesa e la riconferma a spada tratta, da parte del presidente, di giocatori (o presunti tali) che in campo sono stati un disastro continuo. Ecco è ciò che probabilmente dà più fastidio: va bene voler essere protagonisti, va bene essere furiosi, va bene tutto. Ma quando è il presidente della tua squadra a demolire la tua squadra è lecito farsi domande: perché fa sempre così? Che speranza puoi avere quando il presidente per un anno intero crede che Djurdjevic sia più forte di Gila, che Arteaga sia il nuovo Cavani e che Struna sia uno dei difensori più forti della serie A. Che speranza puoi avere?
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Redazione